Il capitalismo finanziario si sta avvitando su se stesso e non ci saranno manovre che tengano, il sistema imploderà. Perché nessuno lo dice? Il filosofo Flores Tovo non vede un futuro possibile dentro lo stesso sistema. La soluzione c'è e i testi per conoscerla e impararla anche. Altrimenti il destino arriverà, inesorabile. Lo vogliamo davvero?
Manovre, manovrine, manovrone. Gli
italiani sono a poco a poco diventati tutti esperti di economia, come un tempo erano esperti di pallone. Tutti parlano di spread, pil, futures, swaps: ed anche se nessuno sa veramente di che cosa si tratti, bisogna pur sempre parlarne, perché questa è la moda. Chissenefrega se le decisioni vengono prese nella villa di Arcore dove si facevano feste eleganti anche con minorenni. Che importa se a decidere sono chiamati un dentista, un falso medico col liceale (magari incapaci di gestire una bancarella col pesce), un avvocato tributarista con la erre moscia (chissà perché agli italiani piace tanto la erre così), guidati dal Fenomeno nazionale. L’importante è partecipare. L’importante è
capire che i sacrifici sono necessari, eh sì, lo dice la Bce (bi ci e, sembra quasi il nome di una escort).
Nessuno dice o scrive però che si possono fare anche diecimila manovre, ma che
la crisi non si risolverà più, perché ormai
il capitalismo finanziario, (si legga in particolare il decisivo libro di Luciano Gallino, Il finanzcapitalismo, ed. Einaudi),
si è irrimediabilmente avvitato su se stesso. Fare denaro col denaro ha fatto sì che in giro per le borse ci siano prodotti tossici (speculazioni sulle speculazioni) che equivalgono a venti volte in più del pil mondiale. I
detentori di tale immondizia cartacea sono però quelli che ancora decidono tutto: se tagliare sempre di più le foreste equatoriali che sono i polmoni del pianeta, se far dichiarare fallito un paese, se inquinare gli oceani, se far aumentare il costo delle materie prime, se far aumentare la popolazione mondiale senza limiti. L
’unico scopo di costoro è ottenere sempre più profitto. La tecnica livellatrice ed omologante coi suoi strabilianti aggeggi è a loro disposizione. La razionalità di una megamacchina al servizio della volontà di potenza espressa dal denaro. Il superuomo non è l’artista, il creatore, come vagheggiava Nietzsche. Il superuomo è il tecnico, come capì per primo E. Junger nella sua opera “Il lavoratore” ed. Longanesi. Ma, possiamo aggiungere, è superuomo anche il banchiere, il finanziere. Il mondo è comandato dai Rockfeller, dai Soros, dai Trichet, e da altri come loro. Ci si trova in un
mondo duale in cui all
a razionalità logica della fisico-matematica, corrisponde l’irrazionalità totale dovuta alla
brama del profitto fine a se stesso.
Bisogna comprendere una volta per tutte che il capitalismo non è compatibile con la biosfera terrestre. Anche se il comunismo ha perso la gara con questi, poiché si è dimostrato fallimentare, oggi si osserva sempre più che pure
il capitalismo, in modo sempre più tragico, sta implodendo. Un sistema che ritiene che il pianeta sia illimitato, che le risorse siano inesauribili, che la popolazione possa crescere senza controllo è un
sistema destinato al suicidio, che trascina con sé tutti coloro che lo accettano o lo subiscono.
Le alternative ci sono: la cooperazione e la socializzazione delle ricchezze nell’equità. Bioregionalismo e nuova tecnica intesa come produzione (conduzione a favore) sono gli ambiti da cui partire. I libri a riguardo ci sono, si tratta di studiarli.
Se ciò non avverrà, come spesso è accaduto, saranno gli eventi stessi ad imporci il destino.
Flores Tovo
f.tovo@libero.it