SANITA' ROVIGO Federazione della sinistra propone l'anticipo dell'assegno di cura ai non autosufficienti

Basta attese

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Federazione della sinistra di Rovigo fa sapere che l'assegno di cura relativo al secondo semestre del 2010 è bloccato dall'Ulss 18 "a causa di vincoli di cassa". Per questo chiede che gli enti locali lo anticipino alle famiglie che ne hanno diritto. Tra le ipotesi, il contributo può essere anticipato dalle banche o dal Consorzio per lo sviluppo del Polesine


Rovigo - Assegni di cura ed assistenza domiciliare in primo piano per Federazione della sinistra di Rovigo. Il consigliere provinciale e comunale Matteo Masin, insieme al portavoce Lorenzo Feltrin e a Giovanna Pineda, spiega che l'Ulss 18 ritarderà l'emissione del contributo "a causa di vincoli di cassa".

"L'istituto dell’assegno di cura - spiega Masin - è stato introdotto nel 2007 per incentivare le famiglie a curare o, comunque, accudire i loro cari a domicilio. Solitamente l’erogazione avviene tramite liquidazione da parte della Regione alle Ulss competenti dopo 6 mesi dalla maturazione del diritto e dalle Ulss i fondi vengono poi ripartiti ai Comuni che hanno il compito di liquidare chi ne ha diritto".

Secondo gli esponenti di Fds, però, "qualcosa deve essere andato storto dal momento che sull'erogazione del secondo semestre del 2010 le due Ulss polesane danno due versioni diverse".
Per l'azienda sanitaria di Rovigo l'assegno è bloccato, per l'azienda bassopolesana "i fondi delle varie Ulss sono stati disposti e trasferiti già a giugno".

"Le famiglie nel frattempo stanno continuando a sostenere le spese per l'assistenza dei loro familiari - commenta Masin -, ad esempio continuano a pagare gli stipendi alle badanti". A questo Feltrin aggiunge: "Lo Stato, inoltre, ha azzerato il Fondo nazionale e, di conseguenza, la Regione avrà il 40% di disponibilità in meno per l’anno 2011".

Federazione della sinistra, per ovviare al ritardo nell'erogazione delle risorse, propone che siano gli enti del territorio ad anticipare i 2 milioni 103 mila euro per l'assegno di cura dell'Ulss 18. "3-400 mila euro potrebbero saltar fuori da fondi sanitari non utilizzati - conclude Masin - la rimanenza potrebbe essere anticipata dal Consorzio di sviluppo con il medesimo meccanismo che ha garantito, a suo tempo, l’anticipo della cassa integrazione ai dipendenti della Grimeca di Ceregnano, o attraverso un accordo con gli istituti di credito".
20 settembre 2011

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