CONVEGNO ROVIGO Certezza della pena, modifiche alla Costituzione e processo breve i temi del dibattito in Accademia dei Concordi con i magistrati Lorenzo Miazzi e Giovanni Palombarini

Dove va la giustizia?

Rosanna Cavazzini
Luigi Costato
Giovanni Paolombarini
Lorenzo Miazzi
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Grande partecipazione all'incontro pubblico "Dove va la giustizia?" che si è svolto mercoledì 21 settembre in Accademia dei Concordi a Rovigo. Il dibattito dei relatori si è svolto a partire da una considerazione del professor Luigi Costato, presidente dell'Accademia: in Italia è necessaria la certezza della pena, anche per attirare gli investitori stranieri


Rovigo - "Al di là delle lungaggini o brevità dei processi in Italia bisognerebbe ritrovare la certezza della pena e la giusta soddisfazione della parte offesa. Questo "buco" tiene lontani gli investitori di capitali esteri nel fare impresa in Italia. Non è possibile lavorare serenamente in un Paese che presenta così tanti sotterfugi per sottrarsi agli obblighi economici commerciali".

Questo il grido d'allarme sul sistema giustizia italiano lanciato dal presidente dell'Accademia dei Concordi Luigi Costato, giurista dell'università degli studi di Ferrara, mercoledì 21 settembre, nel corso dell'incontro "Ma dove va la giustizia?" promosso dall'Organizzazione Viva la Costituzione presieduta da Rosanna Cavazzini.

Al tema proposto dal professor Costato hanno risposto Carlo Negri dell'associazione nazionale magistrati di Rovigo, Giovanni Palombarini, ex procuratore generale della Corte di cassazione di Roma e Lorenzo Miazzi, giudice della Corte d'Appello di Venezia.

Processo lungo e processo breve, intercettazioni telefoniche, modifiche costituzionali e poteri della magistratura: questi i temi approfonditi dai relatori in Accademia, rispondendo a Costato.
Il processo lungo cade in prescrizione dopo sette anni e mezzo, il processo breve, introdotto nel 2010, prevede l'estinzione in tre anni rispetto al giudizio di primo grado, e vale anche per i reati commessi prima di maggio 2006.

La discussione ha approfondito anche la figura del magistrato. In Italia ce ne sono pochi rispetto alla mole dei processi da affrontare, la metà rispetto alla Germania, per fare un esempio. Secondo Miazzi, "il giudice non è più concepito come figura a servizio del cittadino ma è al centro del dibattito sulle modifiche costituzionali".
22 settembre 2011

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