MARCIA DELLA PACE Il lavoro tema cardine della manifestazione di Perugia-Assisi di domenica 25 settembre

Il popolo dei viandanti per la giustizia sociale

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Il tema della Marcia per la pace Perugia-Assisi di domenica 25 settembre è stato il lavoro. Alla manifestazione ha partecipato una delegazione del Polesine, coordinata da Libera Rovigo, associazione contro le mafie presieduta da Roberto Tommasi


Viviamo giorni nei quali tutto è incerto, confuso, instabile. I conflitti aumentano insieme alle disuguaglianze, alle sofferenze di miliardi di persone, allo sfruttamento, all’illegalità, alla corruzione, alla devastazione dell’ambiente e delle risorse naturali, al ricorso alla violenza, alla guerra e alla giustizia “fai-da-te”, i traffici di ogni tipo di armi. La fragorosa crisi finanziaria dell’Europa e dell’occidente sta mettendo in ginocchio interi paesi. E noi tra questi. L’assemblea generale dell’Onu, il più grande summit dell’anno di tutti i grandi e i piccoli paesi del mondo aveva sul tavolo la domanda presentata in carta semplice da un piccolo popolo del medio oriente che chiede di poter godere, dopo sessant’anni di sofferenze e occupazione, degli stessi diritti di tutti gli altri popoli. Ma qualcuno, che pensa di avere ancora il potere di veto, si ostina ad opporsi a questa legittima rivendicazione. Altri come il governo italiano non sanno che fare e, come succede da tanto tempo a questa parte, finiranno per fare la scelta sbagliata. Per l’Italia arrivano non solo i declassamenti, ma anche le condanne per la situazione delle carceri, e si usa la parola “tortura”.

Lotta per la pace e impegno per la giustizia coincidono nella Marcia Perugia-Assisi, divenuta un punto di riferimento anche per i familiari delle vittime della mafia.
Per Libera la crisi in Italia è anche frutto di corruzione, evasione fiscale, lavoro nero che costano allo Stato 560 miliardi di euro l'anno.
Non a caso uno dei temi cardine della Marcia Perugia-Assisi di quest'anno è il lavoro, poiché non può esserci pace senza giustizia sociale. Ma anche i giovani, i primi a poter e a dover parlare di futuro, ma anche del presente, che li vede in questo paese le principali vittime dei tagli alle risorse per l'istruzione e lo stato sociale.

Un forte gesto simbolico viene messo in campo durante la Marcia anche per ricordare la tragedia muta dei migranti che muoiono in mare: 1500 maschere bianche, per ricordare i morti dimenticati dei viaggi della speranza e della disperazione. E ricordiao Troy Davis, divenuto suo malgrado l'ennesimo simbolo, dentro e fuori l'America, della battaglia contro la pena di morte.

Il "popolo dei viandanti" – di cui fan parte anche oggi diverse centinaia di polesani - è impegnato in una grande manifestazione civile contro il degrado politico, sociale e morale in cui è precipitata l’Italia. Ma è anche l’occasione per rialzare la testa, riaprire gli occhi sul mondo e ripensare al nostro rapporto con gli altri popoli. La situazione è giunta ad un punto limite. Il comportamento irresponsabile del nostro governo e di tanta parte della politica ha trascinato l’Italia ai margini della scena internazionale al punto da mettere in serio pericolo la nostra stessa capacità di difendere i legittimi interessi del nostro paese. Per non parlare di quello che dovremmo fare e non facciamo per contribuire ad affrontare le grandi emergenze internazionali.

E’ una Marcia per la difesa dei valori che contano, della nostra Costituzione, del bene comune, dei diritti umani, della scuola pubblica, della cultura, della ricerca, della Rai servizio pubblico.

E’ la Marcia di chi vuole costruire una nuova politica, una politica povera di soldi ma ricca di idee e di progetti, una politica povera di affaristi ma ricca di credibilità, competenza e coerenza.

E mail inviata da
Roberto Tommasi
coordinatore provinciale di “Libera”
26 settembre 2011

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