Destra per il Polesine, per voce del proprio segretario, Fabio Baroni, si dichiara favorevole al blocco dei flussi migratori e al rimpatrio degli immigrati presenti in Italia. Allo stesso tempo, ritiene opportuno che l'Europa si impegni a "ricostruire" il continente africano, per consentire a chi fugge dalla propria terra di viverci dignitosamente
L'immigrazione è probabilmente il primo problema che in questo difficile e controverso periodo storico l'italia e, a cascata Rovigo, si trova ad affrontare. Ogni giorno sentiamo parlare di nuovi arrivi di centinaia di disperati e di rivolte nei Cie, ma anche di stupri, rapine, gesti di micro o macro-criminalità ad opera di immigrati. Noi aborriamo nel modo più assoluto il fenomeno migratorio e lottiamo per il blocco totale dell'immigrazione e l'inizio di un umano rimpatrio, ma al tempo stesso esaltiamo il ruolo fondamentale dei popoli europei nella ricostruzione del moribondo continente nero; ricostruzione che sortirebbe l'effetto di tutelare il diritto dei popoli africani a vivere dignitosamente nella propria terra.
L'immigrazione risulta essere la causa di un insostenibile aumento della criminalità, provocando anche l'annoso problema del sovraffollamento carcerario; basti pensare che gli immigrati presenti sul nostro territorio sono all'incirca in 7% ma sono responsabili del 38% dei reati penali commessi.
In un sistema economico globalizzato le imprese nazionali devono competere con aziende che usano veri e propri schiavi sottopagati per produrre merci scadenti a costi bassissimi. Di conseguenza le imprese nazionali richiedono lavoratori a basso costo (immigrati) per reggere l’urto di questa sleale concorrenza. Gli immigrati vengono volentieri ad accettare paghe da fame che gli italiani non possono più accettare. Cessare di esporre le nostre aziende a quella concorrenza renderà automaticamente inutile l’apporto di immigrati e tutelerà i nostri lavoratori, oggi scavalcati dai cosiddetti “lavoratori competitivi” per eccellenza: gli immigrati.
Ci battiamo per un mondo plurale ed in cui le differenze, sotto qualsiasi forma, siano tutelate e incrementate. Vogliamo un mondo con popoli diversi, lingue diverse, culture diverse, religioni diverse, alimenti diversi. Vogliamo un confronto tra forme di esistenza differenti che non degeneri mai nella confusione e nello sfiguramento delle reciproche identità. Chi ci accusa di “odiare il diverso”, quindi, sta semplicemente riciclando uno stereotipo giornalistico che esprime ciò che vorrebbe denunciare: pura e semplice ignoranza. Il nostro nemico è un pensiero che da duemila anni impone eguaglianza e livellamento, è il mondo a una dimensione, è l’omologazione globale, sono le monoculture della mente, i loghi onnipresenti e il cosmopolitismo progressista. E’ tutto ciò che esprime il vero e unico “odio per il diverso”.
Favorire l'immigrazione significa invece volere un mondo tutto uguale, in funzione del dogma della globalizzazione, senza frontiere, senza Stati, senza distinzioni di popoli, di culture, di razze, di territori, di lingue, di costumi, di leggi, di religioni, di governi, di monete: un immenso, unico mare di “uguali” sul quale il dio Mercato possa navigare in assoluta libertà.
E mail inviata da
Fabio Baroni
segretario provinciale Destra per il Polesine