ALLOGGI PUBBLICI ROVIGO La seconda commissione ha modificato il regolamento per l'assegnazione delle case Ater, l'anzianità di residenza sarà un criterio valutato maggiormente

Un tetto solo per i rodigini veraci

Alcune case Ater
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Il regolamento per l'assegnazione delle case dell'Ater di Rovigo sta per essere modificato. Tra i criteri di punteggio ci sarà anche l'anzianità di residenza. Un pericolo, secondo Cristiano Pavarin di Fds, perché sarà discriminante non solo nei confronti degli stranieri, ma anche verso gli italiani provenienti da altri comuni. Provvedimento criticato anche dal vescovo Lucio Soravito ma che, secondo Pavarin, serve a pagare pegno alla Lega nord


L'assessore ai servizi sociali del comune di Rovigo, Gianni Antonio Saccardin, ha recentemente sottoposto all'attenzione della preposta commissione consigliare la proposta di modifica del regolamento comunale per l'assegnazione degli alloggi pubblici di proprietà Ater.

Con questo documento s'intende far sì che il criterio dell'anzianità di residenza nel comune di Rovigo sia iper valutato a scapito di chi proviene da altri comuni.
Se questo tipo di proposta di regolamento verrà approvata così come modificato in seconda commissione, nel nostro comune saranno create le basi per discrimare non solo i cittadini stranieri ma pure coloro che provengono dagli altri comuni polesani.

Per avere un punteggio decente che permetta di avere certezza di essere in una buona posizione di graduatoria bisognerà essere cittadini residenti nel comune di Rovigo da almeno quindici anni anni e mi chiedo come faranno le famiglie provenienti dai comuni limitrofi che si rivolgono alle istituzioni per avere un aiuto dopo che hanno perso il lavoro e magari non riescono a pagare mutuo o affitto.

Il vero problema della gestione degli alloggi di proprietà Ater sta nella cronica carenza di risorse dato che la Regione non restituisce al Polesine quei 7 milioni di euro che l'Ater ha anticipato per eseguire opere che dovevano essere finanziate proprio dalla Regione Veneto, tanto che lo stesso ente non ha fondi per rendere abitabili circa 400 alloggi di sua proprietà e pare abbia incominciato a vendere i suoi beni immobili per fare cassa.

Questo pericoloso provvedimento, che è stato pubblicamente scongiurato  anche dal vescovo mons. Soravito, sembra l'ennesimo artifizio politico di questa maggioranza per pagare il pegno politico alla Lega di Contiero che cerca in tutti i modi visibilità politica e amministrativa dopo il crollo di consensi che lo stesso partito subisce per il modo "supino" di assecondare gli interessi di questo governo e con la solita scusa degli extracomunitari, cerca di mescolare le carte per una operazione che appare come utile per il proprio marketing politico fine a se stesso da sempre fatto di slogan populisti e luoghi comuni.

Chi si è trasferito nel nostro comune provenendo da Villadose, Costa o da qualsiasi altro comune polesano sappia che in questo caso sarà trattato come un cittadino di "serie b " e che la sua eventuale emergenza abitativa, in tempo di crisi, sarà un costo a carico del comune di Rovigo e non più dell'Ater, considerato che in questo modo i servizi sociali cittadini dovranno far fronte a molte più richieste per dare un tetto provvisorio a chi sia vittima della perdita del posto di lavoro.

Temo che attraverso questo tipo di intendere i problemi dei cittadini non si faccia altro che aumentare i costi dei servizi sociali alla faccia del risparmio in tempo di crisi senza nemmeno ricercare la vera risoluzione di un problema sociale davvero molto grave e in continuo aumento, considerato che il Comune di Rovigo per sua natura giuridica dovrà comunque garantire alloggio a chi non potrà garantirsi un tetto.

E mail inviata da
Cristiano Pavarin
Rifondazione comunista Fds Rovigo
3 ottobre 2011

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