
Le specie protette di uccelli, ovvero fringuello, prispolone, prispola, frosone, peppola e storno per le quali la Regione Veneto aveva stabilito la caccia in deroga, possono stare tranquille. Il Tar di Venezia ha accolto il ricorso della Lega abolizione caccia e ha sospeso fino al 19 ottobre l'attività in deroga, dato in cui il collegio del Tar si riunirà per prendere una decisione finale
Venezia - Fuoco incrociato tra gli animalisti e la Regione Veneto sulla caccia in deroga. Il Tar di Venezia ha bloccato fino al 19 ottobre la delibera regionale che dava l'ok alle doppiette di fare fuoco sulle specie protette di uccelli.
La sentenza, che accoglie il ricorso della Lega regionale per l'abolizione della caccia (Lac), è stata emessa mercoledì 5 ottobre.
La delibera della giunta Zaia viene quindi sospesa fino al 19 ottobre, quando il collegio del Tar si riunirà per prendere una decisione finale.
La nuova stagione venatoria si è riaperta all'insegna delle fratture tra animalisti e Regione Veneto, che da anni segnano l'attività venatoria sul territorio (leggi articolo).
Soddisfatto il commento del presidente Lac Andrea Zanoni: "Si tratta del preludio all'ennesima bocciatura legale della caccia in deroga in Veneto approvata in modo miope dalla giunta Zaia che, solo per obbedire alla lobby ingorda ed estremista dei cacciatori, approva delibere palesemente contrarie alla legislazione europea. Ancora una volta per bloccare l'illegittimità della giunta Zaia bisogna andare in tribunale. Ancora una volta chi fa le leggi, rischia di diventare fuorilegge".
Zanoni, che è anche eurodeputato, ha da poco presentato anche un'interrogazione alla Commissione europea per bloccare la caccia in deroga in Veneto e far rispettare le sentenze della Corte di Giustizia Ue.
Dal canto suo, l'assessore regionale Daniele Stival replica: "Con tutto il rispetto per l’eurodeputato Andrea Zanoni, ritengo non sia il caso di commentare una decisione della quale la Regione non è al momento stata informata dalla fonte deputata a farlo e della quale non conosciamo le motivazioni. Non appena saremo messi in condizione di valutare appieno i contenuti di tale decisione – aggiunge Stival – prenderemo le determinazioni del caso, nel pieno rispetto della magistratura amministrativa, ma anche nella convinzione di avere ottimi argomenti per far valere le buone ragioni dell’amministrazione regionale e quelle del mondo venatorio".

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