
La fiera delle parole 2011 a Padova è diventata un evento italiano. Il festival culturale letterario si afferma come format di successo in grado di attirare l'attenzione di pubblico e dei media. Afflussi record ai 50 incontri programmati con gli scrittori, giornalisti, personalità di spicco del mondo letterario italiano. Per l'anno prossimo è tutto già riconfermato. A Rovigo, patria della kermesse, si rosica, ma anche no. Nel sito del Censer la fiera delle parole è ancora considerata nel programma annuale, sarà nostalgia?
Padova - Finale con fuochi d'artificio per "La Fiera delle parole" edizione 2011. Con Michele Santoro ospite conclusivo dell’evento, che, proprio da Padova, nuovo sito della manifestazione emigrata da Rovigo, annuncia le novità del suo nuovo programma tv che condurrà in contemporanea su Sky, web ed emittenti locali. Notizia che fa balzare il nome della città di Padova su giornali, siti, tv di tutta l’Italia.
La sera del 9 ottobre a palazzo della Ragione, Santoro ha tenuto lo show conclusivo della manifestazione ideata da Bruna Coscia, presidente dell'associazione Cuore di carta. Palazzo gremito all’inverosimile, si parla di mille persone, in piazza delle Erbe, dove era posizionato un maxi schermo, non c’era neanche il posto per respirare, idem in piazza dei Signori per altre 2000 presenze. Una media di 400 persone agli eventi di rilievo, un centinaio per quelli più modesti. 50 gli incontri con l'autore programmati distribuiti in 7 giornate nelle location più prestigiose della città. Questi sono i risultati che si possono ottenere quando si condividono i progetti, quando un evento ha l’appoggio congiunto di Comune, Università di Padova e Acegas.
La Fiera delle parole fino all’anno scorso era ospitata in quel di Rovigo, ma dopo l'avvento della nuova amministrazione comunale il cui sindaco Bruno Piva in campagna elettorale si era lasciato scappare un "per noi cultura è l'eleborazione di concetti, non La fiera delle parole", l'evento nato a Rovigo, che avrebbe potuto far rimbalzare il nome della città di sito in sito e di bocca in bocca solo con un minimo di fiducia in più, dopo quattro edizioni se ne è andato. Il discorso elettorale di Piva non era fugace, ma affondava la lama nel cuore della fiera delle parole: "per noi cultura non è l'effimera manifestazione, il fugace evento, la comparsata famosa, la giostra mediatica, il cicaleggio ideologico". Dopo questo Bruna Coscia ha fatto armi e bagagli e chiesto ospitalità altrove.
Così mentre l’associazione Cuore di Carta intasca il suo successo a Padova, a Rovigo rimane il silenzio. Nessun commento da chi se l’è vista scappare. Solo il sito del Censer la ricorda, facendo un errore clamoroso. Nel suo calendario di fiere e work shop campeggia ancora “La fiera delle parole, Rassegna di incontri con l’autore e mostra del libro”, in programma dal 6 al 9 ottobre 2011.

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