
Lella Costa sabato 15 ottobre è a Trecenta (Rovigo). Nel pomeriggio presenta il suo libro La sindrome di Gertude a palazzo Pepoli, la sera, dal palco del teatro Martini, il monolodo Ragazze nelle lande coperchiate del fuori
Trecenta (Rovigo) - Un pomeriggio con Lella Costa è decisamente da non perdere. Sabato 15 ottobre 2011 l’attrice e scrittrice sarà al salone d’onore di palazzo Pepoli a Trecenta. A partire dalle ore 18.00, Lella Costa presenterà il suo libro La sindrome di Gertrude, mentre in serata lo spettacolo prende corpo sul palco del teatro comunale Ferruccio Martini di Trecenta alle 21 con “Ragazze, nelle lande scoperchiate del fuori…”.
Il libro ragiona, con l’insaziabile e pungente ironia che caratterizza Lella Costa, su quella frase tanto eloquente quanto intrigante del testo manzoniano "e la sventurata rispose".
Questa è la Gertrude manzoniana, quella monaca incapace di resistere alla tentazione di acconsentire ad una richiesta, pur peccaminosa. Mai peccaminose sono le richieste che tanti, troppi, rivolgono a Lella Costa. Ma simile a quella della monaca di Monza è la sua incapacità di rifiutarle: da qui la sindrome di Gertrude di cui si parla e che è titolo di questa brillante quasi autobiografia.
Il lavoro e i tanti incontri sono però al centro di questo libro: il ricordo delle varie presenze televisive (ma è il teatro il suo luogo naturale), tutte positive, ma "speciale" quella della prima annata della Tv delle ragazze. Moda, vestiti, scarpe: ecco il lato frivolo e leggero di questa donna impegnata, che non dimentica però la sua femminilità e non la nasconde. Anche i vestiti di scena richiedono una conoscenza della sua personalità e così può nascere l'amicizia con uno stilista di riferimento, Marras. Le amicizie, le più varie, costellano e riempiono la vita di Lella Costa, preti, medici, gente comune. Unico comun denominatore la forte tensione etica e la generosità.
Lo spettacolo invece “Ragazze, nelle lande scoperchiate del fuori…” è allo stesso tempo un monologo ed un dialogo con il pubblico con il quale Lella Costa dona tutta se stessa, come sempre.
“Mi piace – ha dichiarato l’attrice - seguire alcuni fili di narrazione, e questo mi porta spesso ad incappare in grandi autori, come Shakespeare, Calvino, Eliot. Da Calvino, per esempio ha cominciato a prendere forma questo nuovo spettacolo: da quella sua Euridice altra, che sotto lo sguardo protettivo e vagamente ottuso di un uomo assai potente, un dio nientemeno, si ostina a voler abbandonare quella sicurezza e per avventurarsi nelle lande desolate del fuori”.
“E’ questo - continua Lella Costa - che vorrei provare a raccontare: questo andare, incerto ma inesorabile, questo voler esplorare, partire, mettersi in gioco. Un continuo sfidare, chiedere conto, pretendere rigore, rispetto e coerenza. Euridice e le altre, protagoniste e testimoni, nei secoli, di uxoricidi impuniti, vessazioni quotidiane, di espropriazioni subdole e continue, di gesti eroici e delitti inauditi, e di quel costante, formidabile accanimento terapeutico nei confronti del futuro”.
Camilla Ferrari

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