
Una mostra sul tema del recupero del territorio e dell'architettura tradizionale nel territorio polesano e un convegno con la presenza di architetti di fama internazionale che racconteranno le loro esperienze. Ecco le iniziative dell'Ordine provinciale degli architetti organizzate in occasione dell'Ottobre rodigino. La mostra inizierà sabato 15 ottobre alle 18.45 presso le segrete del castello estense, il convegno sarà sempre sabato alle 9 nell'auditorium di via Pighin
Rovigo - “Ripartiamo dai casoni polesani per riappropriarci del passato e per realizzare l’architettura del futuro”. A dichiararlo è il segretario provinciale dell’ordine degli architetti, Luigi Barbato, che giovedì 13 ottobre ha presentato alla stampa la mostra che si aprirà ufficialmente sabato 15 ottobre alle 18.45 presso le segrete del castello estense (le due torri), dal titolo “Architettura naturale in Veneto”.
“Ottobre è un mese particolare per questa città, è il mese di maggior affluenza e tradizione. L’evento – continua Barbato – è il frutto di uno sforzo sinergico tra Anab, Pro loco di Rovigo e ordine degli architetti, che hanno insieme organizzato mostra e relativo convegno “Prospettive nuove per materiali antichi” che prenderà il via sabato 15 ottobre già alle 9, presso l’auditorium del Conservatorio in via Pighin, con il concerto dell’orchestra del Venezze, per poi proseguire con interventi di grandi nomi dell’architettura, Margherita Schwarz e Werner Schmidt, tanto per citarne alcuni. Il perno, ovviamente, sarà l’architettura bioecologica”.
“Coinvolgere anche Rovigo per la prima volta – interviene Lorenzo Vittori, segretario nazionale Anab - è stato per noi un grande risultato. Operiamo sul territorio veneto da 15 anni e da circa sette anni portiamo avanti, attraverso convegni e soprattutto formazione, un discorso molto approfondito sulla bioedilizia e l’architettura sostenibile, di cui molti parlano ma con scarsi risultati concreti. Rovigo è la terza tappa di questa mostra itinerante, che ha già sostato a Montegrotto e a Verona, con successo”.
Effettivamente l’idea è interessante, e anche l’allestimento della mostra, il cui coordinatore generale è Edoardo Venturini, corrisponde ad un percorso che si muove tra ben 82 progetti edilizi, di matrice bioecologica, naturale, che riprende il vecchio per affrontare il nuovo, ponendosi nella prospettiva di coinvolgere anche le piccole aziende artigianali del territorio.
Anche le quinte dell’istituto per geometri di Rovigo visiteranno presto la mostra, per prendere maggior consapevolezza e coscienza della direzione progettuale necessaria per un futuro, ad impatto ecologico e visivo, sostenibile al cento per cento.
Camilla Ferrari

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