
Alla marcia per il lavoro di sabato 15 ottobre, a Rovigo, c'erano circa 300 persone tra lavoratori e rappresentanti delle imprese. Tutti uniti per dare alla classe dirigente un segnale forte contro la crisi. "Il blocco che stiamo vivendo chiede un cambio di passo da parte della politica" commenta Gian Michele Gambato, presidente degli industriali rodigini. Assente al corteo Andrea Tomat, presidente di Confindustria Veneto, perché malato. L'assessore regionale Maria Luisa Coppola annuncia che tra il 20 ed il 27 ottobre sarà presentato il protocollo per la reindustrializzazione del Polesine al Ministero per lo sviluppo economico
Rovigo - Lavoratori e imprenditori tutti insieme per il lavoro. La marcia di sabato 15 ottobre organizzata da Unindustria Rovigo, Cisl, Legacoop, Confagricoltura e Confesercenti ha coinvolto oltre 300 persone (secondo le forze dell'ordine) che in corteo hanno percorso le strade della città.
In testa c'erano gli industriali, guidati da Gian Michele Gambato, presidente dell'associazione rodigina che ha promosso la manifestazione: "Vogliamo dare un messaggio forte ma civile alla classe politica - ha spiegato -. Non si tratta di una protesta ma di una proposta di collaborazione, visto il blocco che l'economia sta vivendo".
Collaborazione che il mondo produttivo ha sintetizzato in un documento consegnato ai rappresentanti di Regione, Provincia e Comune, le tre tappe del percorso.
Al palazzo della Regione il documento è stato affidato da Gambato all'assessore regionale Maria Luisa Coppola che ha colto l'occasione per anticipare: "Tra il 20 ed il 27 ottobre verrà presentato al Ministero dello Sviluppo economico il masteplan per la reindustrializzazione del Polesine". L'assessore non ha risparmiato le critiche alla Provincia: "Ancora una volta la Provincia era assente ma non è questo il monumento di fare polemica". Infine ha rassicurato la delegazione dei lavoratori Grimeca presenti al corteo in merito alla scadenza della cassa integrazione, il prossimo 28 gennaio: "Ho avuto rassicurazioni dal ministro che troverà una soluzione".
La marcia poi ha fatto tappa a palazzo Celio, sede della Provincia, dove ad accogliere il corteo c'era l'assessore allo Sport ed istruzione Leonardo Raito perché la presidente Tiziana Virgili e l'assessore al Lavoro Guglielmo Brusco erano impegnati altrove. Alla preoccupazione di lavoratori ed imprese, espressa da Andrea Donzelli, presidente di Legacoop Rovigo, Raito ha risposto puntando il dito contro il Patto di stabilità: "Impone dei vincoli che, se non ci fossero, consentirebbero agli enti di liberare notevoli risorse da destinare ai lavori pubblici, vera chiave di volta per dare lavoro ed occupazione".
Stefano Casalini, presidente di Confagricoltura Rovigo, ha consegnato infine il documento a Bruno Piva, presente alla marcia in qualità di sindaco di Rovigo e di rappresentante dell'Anci.
Al corteo era assente Andrea Tomat, presidente di Confindustria Veneto, bloccato a casa dall'influenza. In un breve comunicato, Tomat commenta: "La marcia di oggi promossa da Unindustria Rovigo vuole essere un segnale che gli imprenditori veneti continuano ad andare avanti con determinazione, anche in questo momento di grande difficoltà", e precisa: "Non è un'iniziativa contro il Governo ma un richiamo forte sulla necessità di mettere tutti il massimo impegno per superare questa fase così difficile per il nostro Paese e per la nostra regione. C'è un malessere sempre più diffuso, sta crescendo la preoccupazione per la perdita dei posti di lavoro. Manifestiamo per il sostegno alle imprese e al lavoro, per dare un ulteriore richiamo forte di responsabilità a tutta la classe dirigente: fare quelle riforme strutturali che servono urgentemente al Paese per ripartire".
Gambato, che oltre ad essere presidente di Unindustria Rovigo è anche amministratore delegato di Sistemi Territoriali, azienda controllata della Regione Veneto, da una parte sottolinea la frattura tra i lavoratori e la classe politica, dall'altra rimarca il senso critico con cui imprese e lavoratori hanno marciato: "L'azienda che dirigo gode di ottima salute e ho ottimi rapporti con la Regione. E' innegabile comunque che il mondo produttivo viva un disagio. Il senso della manifestazione di oggi è quello di affermare, con senso critico, la necessità di avere una politica con la P maiuscola".
La marcia si è conclusa in piazza XX Settembre con le testimonianze di due lavoratori: Debora Prearo, insegnante precaria, e Denis Corona, titolare di un bar con tre dipendenti (leggi articolo).
Elisa Barion
Guarda la videointervista a Gian Michele Gambato, presidente di Unindustria Rovigo

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