CULTURA ROVIGO Le Poste rodigine festeggiano i 150anni di operato con una mostra fotografica e di strumenti d'epoca

La storia dei portalettere in gran spolvero

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Con una mostra rievocativa anche le poste di Rovigo festeggiano i 150anni del loro operato. Per l'anniversario le poste italiane hanno realizzato un annullo speciale


Rovigo - E' stata inaugurata il 19 ottobre alle poste centrali di Rovigo la mostra fotografica "Comunicare identità. Gli uffici postali dal 1862 al 2011". La mostra ripercorre alcune tappe significative della storia degli uffici postali negli ultimi 150 anni. Dalle vecchie sportellerie in legno ai banconi con i vetri antiproiettile e ai nuovi uffici del terzo millennio si è arrivati ad avere una cultura postale in continua trasformazione. 

"Si tratta di un poderoso fattore di vincoli sociali - ha affermato Patrizia Da Rin responsabile ufficio marketing delle Poste del Nord Est - Ripercorrere la storia degli uffici postali significa per Poste Italiane evidenziare un tratto peculiare dell'identità nazionale. Le poste festeggeranno il prossimo anno i 150 anni ed era giusto inserire questa mostra in occasione dei 150 anni dell'unità d'Italia. Nel 1875 ci fu il primo libretto di risparmio postale. Con i soldi raccolti dai cittadini lo Stato ha potuto eseguire grandi opere pubbliche: tra queste le ferrovie. Con la Prima guerra mondiale i libretti postali erano 6 milioni e attraverso la Cassa Depositi e Prestiti furono finanziati Comuni, Ministeri e Università".

Il sindaco di Rovigo, Bruno Piva ha ringraziato i funzionari delle poste per la loro presenza sul territorio. "Le fote qui esposte ne dimostrano la prova. Avete saputo adeguarvi alle esigenze del cittadino, essendo vicini alla gente anche tramite gli uffici che non vanno intesi come statali ma come simbiosi con l'utente". 

Hanno quindi preso la parola il direttore provinciale delle poste Mauro Longhi e l'archivista storico delle Poste italiane Mario Cogliettore. Nella circostanza è stato emesso uno speciale annullo filatelico riproducente una delle vecchie insegne del periodo regio.

Oltre ai pannelli fotografici sono esposti vecchi strumenti di fine Ottocento inizi Novecento: dalla timbatrice alla telescrivente, dalla macchina per i bollettini di conto corrente al telegrafo morse, fino ad arrivare ad un paio di telefoni degli anni '50 e '60 del secolo scorso. Le teche in vetro raccontano la storia dell'evoluzione continua delle poste: inchiostri, penne a  sfera, matite, gomme, carta, timbri vari. Con le foto in bianco e nero a fare da contorno ideale parlando da sole.

La suggestiva mostra resterà aperta fino al 4 novembre avendo come orari quelli dell'ufficio centrale rodigino.

Marco Scarazzatti

 
19 ottobre 2011

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