
Fritti, trifolati, in zuppa o sott'olio. Parte del piacere dei funghi sta nel cercarseli da soli nelle campagne polesane. La stagione è appena cominciata. Saperli riconoscere, individuare quali sono commestibili e quali velenosi è importante. La Provincia di Rovigo ha realizzato un catalogo in cui ne sono registrati più di un centinaio, l'Ulss mette a disposizione un servizio apposito, con un esperto che chiarisce i dubbi sulla loro commestibilità. Per raccogliere funghi è necessario munirsi del tesserino di autorizzazione alla raccolta dei funghi epigei rilasciato dalla Provincia. Ecco alcuni consigli utili per gli appassionati
Con l'arrivo dell'autunno, molti sono gli appassionati che battono la campagna, gli argini dei fiumi e dei canali, i boschi di macchia mediterranea del Delta del Po e i pioppeti delle golene alla ricerca di funghi. Non tutti conoscono la ricchezza di specie che si possono raccogliere e studiare. Una pubblicazione della Provincia di Rovigo, con la collaborazione del Gruppo micologico di Rovigo, ne ha catalogate e fotografate più di un centinaio.
La raccolta dei funghi è regolamentata dalla legge regionale n. 352 del 1993 e dalla legge regionale n. 23 del 1996. Le leggi prevedono che il “cercatore di funghi” sia in possesso del tesserino di autorizzazione alla raccolta dei funghi epigei, rilasciato dall'amministrazione provinciale di competenza territoriale. Il tesserino è valido sull'intero il territorio regionale.
Il tesserino è rilasciato alle persone che sono in possesso di una discreta conoscenza del mondo dei funghi. Le guardie forestali e le guardie provinciali sono coloro che effettuano i controlli sulla regolarità della raccolta e, in caso di infrazioni, applicano le sanzioni previste per legge.
Nella pianura tra l'Adige e il Po, durante tutti i mesi dell'anno, fanno la loro comparsa diverse specie di funghi. Le stagioni più propizie per la raccolta delle specie commestibili sono la primavera e, in particolare, l'autunno. Raccogliere i funghi per scopi culinari è un'attività che richiede particolare attenzione anche nel nostro Polesine perché ci sono alcune specie velenose e altre tossiche, che possono dare gravi disturbi se ingerite: ci sono funghi che possono essere scambiati per commestibili, mentre non lo sono. Chi raccoglie dei funghi e ha dubbi sulla loro commestibilità si può rivolgere alle Ulss che dispongono di un servizio apposito dove un esperto controlla e da consigli sull'utilizzo. Con i funghi la prudenza è di rigore: anche in Polesine in anni recenti si sono verificati casi di gravi intossicazioni.
Fatte queste doverose premesse, vediamo quali sono le specie più ricercate dai micologi (“micofaghi”): 1) Pholiota aeregita – è il conosciutissimo “piopparello” abbondante in quasi tutto il Polesine per la preferenza del suo habitat il pioppo, ma anche su altre latifoglie come salici e frassini. 2) Armillaria mellea – detto “chiodino” fungo parassita di latifoglie e conifere, presente Polesine su ceppaie o alberi che hanno finito di vegetare. Un fungo che può essere scambiato per l'Hypholoma fasciculare - “falso chiodino”, che è tossico se ingerito. 3) Agaricus campestris – detto “prataiolo” comune sugli argini dei fiumi, nei vigneti e in terreni dopo le arature autunnali. Per un ricercatore poco esperto può essere scambiato con l'Amanita phalloides fungo velenoso mortale presente in Polesine. Il prataiolo è un fungo che viene coltivato e può essere acquistato dal fruttivendolo senza correre rischi alimentari. 4) Pleurotus ostreatus – detto volgarmente “gelone” o “orecchione”: il suo habitat preferito sono gli alberi di latifoglia. E' un fungo che viene coltivato anche in Polesine e si trova commercializzato nei banchi di frutta e verdura. 5) Flammulina (Collibya) velutipes: è un fungo che cresce su qualsiasi latifoglia, che prolunga il ciclo vegetativo annuale dei funghi anche in pieno inverno. 6) Il Polesine è “territorio di caccia” per i cercatori dei prelibati tartufi: sono funghi ipogei, che svolgono il loro ciclo vitale sotto terra in simbiosi con le querce, i pioppi, i tigli e i salici. Nel Polesine si raccoglie la specie Tuber excavatum, che si presenta con un colore ambrato e per la ricerca si usano i cani addestrati.
Alcuni consigli per andare a passeggiare alla ricerca dei funghi. Mettere i funghi raccolti in un cestino, portare con se un coltellino, calzare un paio di stivali e munirsi di un bastone: gli incontri indesiderati possono succedere (vipere). Vanno raccolti i funghi che si presentano integri e non degradati. Quando si arriva a casa, i funghi vanno puliti il più presto possibile, eliminando le parti legnose del gambo, le lamelle e le viscose cuticole del cappello a seconda del livello vegetativo. E' consigliabile di non mangiare i funghi crudi (prataioli), ma sottoporli ad una buona cottura.
Giovanni Boschetti

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