CULTURA ROVIGO Kerry Kennedy, in città per Segnavie sui temi dell'economia della politica e della drammatica difesa dei diritti umani violati

I valori della grande famiglia a servizio di tutti

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Kerry Kennedy, figlia del senatore democratico Robert Francis Kennedy, è in Italia per per l'inaugurazione dell'Rfk training institute che la sua fondazione, la  Robert Francis Kennedy center for human rights, ha aperto a Firenze. Venerdì 28 ottobre è stata a Rovigo, ospite della terza tappa di Segnavie 2011, progetto culturale della Fondazione Cariparo. Ha parlato di diritti umani e di diritti delle donne di cui è un'agguerrita attivista



Rovigo - "Sono cresciuta in una famiglia in cui mi hanno insegnato che la politica è una professione onorevole. Dove essere eletti era considerato un privilegio ed un dovere da prendere con serietà".
Quando a pronunciare queste parole è Kerry Kennedy, figlia del senatore Robert Francis Kennedy, si prova una certa emozione dato che la sua famiglia ha segnato la storia degli Stati Uniti.

Kerry Kennedy è stata a Rovigo, venerdì 28 ottobre, in occasione della terza tappa di Segnavie 2011, progetto nato nel 2010 e promosso dalla Fondazione Cariparo per offrire ai "viaggiatori", ovvero i cittadini, degli spunti di "riflessione attiva". Ad attenderla una sala Bisaglia del Censer gremita di persone.

Figlia di Bob Kennedy, ministro della giustizia nel governo di John Fitzgerald Kennedy ucciso nel 1968 in piena corsa per le presidenziali americane, ed Ethel Skakel Kennedy, è la settima degli 11 figli della coppia. Laureata alla Brown University, dal 1981 la Kennedy è un'agguerrita attivista per i diritti umani. Nel 1988 ha fondato il Robert Francis Kennedy center for human rights e in questi giorni è in Italia per l'inaugurazione dell'Rfk training institute che la sua fondazione ha aperto a Firenze.
Prima di salire sul palco della sala Bisaglia, si è concessa a qualche domanda da parte della stampa.

Cosa pensa dei movimenti di "indignati" che in tutto il mondo hanno manifestato contro la classe politica, da "Occupy Wall Street" negli Usa agli indignati italiani?
"Un politico è un buon leader quando sa ascoltare la gente - risponde Kennedy - il movimento americano e italiano hanno tre cose in comune. La prima è che raccolgono persone che si sentono ferite: i giovani senza lavoro e gli adulti licenziati. Tutte queste persone hanno sempre rispettato le regole, sono andati a scuola, hanno studiato. Eppure la società li ha abbandonati. La seconda è che tutti concordano sul fatto che le regole non sono gestite equamente. Se un cittadino non paga la rata del mutuo, perde la propria casa, se una banca è inadempiente, il governo la aiuta. La terza cosa in comune è che i cittadini non vedono soluzione a questa situazione".

Come si può concretizzare un cambio di passo della politica che non risponde alle richieste dei cittadini?
"Non è compito dei cittadini trovare le soluzioni, ecco perché eleggono i politici. Il primo dovere dei politici è dire ciò che la gente deve sapere, non ciò che vogliono sentire. Anche l'Italia di recente è stata servita male da politici che hanno detto ai cittadini ciò che volevano sentire. Questo succede in più parti del mondo, ecco perché Occupy Wall Street e gli indignati manifestano".

Parlando di diritti umani, qual è la più grande emergenza dei nostri giorni?
"La più grande sfida da affrontare oggi riguarda i dritti della donna. Una donna su tre ha ricevuto violenza sessuale nella propria vita, altre hanno subito mutilazioni genitali, avvengono ancora gli omicidi per onore, le violenze sul posto di lavoro, in alcuni Paesi le donne non possono ricevere un'educazione o avere proprietà private. Anche negli Stati Uniti le donne sono ancora discriminate. Basta dare un'occhiata alla composizione del Congresso".

 

Elisa Barion

28 ottobre 2011

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