ULSS 19 ADRIA (ROVIGO) Venerdì 4 novembre parte il "percorso nascita" di assistenza alle madri dal concepimento fino al post partum. Operative la casa parto e la vasca per il parto in acqua

Tecnica e natura a servizio delle future mamme

Enrico di Mambro, primario di ostetricia e ginecologia dell'Ulss 19 e la vasca per il parto
La sedia per il parto
Franca Scolaro, responsabile reparto Pediatria dell'Ulss 19 di Adria
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Il percorso nascita dell'Ulss 19 di Adria fa parte del Progetto donna avviato dall'azienda ospedaliera basso polesana. Le future mamme vengono seguite dal concepimento fino alla nascita del bimbo e anche dopo il parto. L'area dell'ospedale per le mamme è divisa in zone. E' dotata di una casa parto e di un'area con la vasca per il parto in acqua



Adria (Ro) - “Da venerdì 4 novembre le nostre future mamme partoriranno nella nuova area ospedaliera”. L'annuncio ufficiale arriva dal direttore generale dell'Ulss 19, Giuseppe Dal Ben, mentre ha introdotto il “progetto donna” che l'azienda socio sanitaria adriese sta portando avanti nel territorio deltino.
“Abbiamo quasi 40 mila donne nel territorio – commenta la dottoressa Lorena Sandonà, dirigente medico – e che vengono nel nostro ospedale. Stiamo lavorando a tanti servizi che vanno dalle giovani alle pensionate”.

Il primo percorso è quello dedicato alla “nascita”, che parte da prima del concepimento sino al posto parto. “Da anni lavoriamo a pieno contatto con i consultori famigliari – spiega Enrico di Mambro, primario di ginecologia ed ostetricia – per le donne che intendono programmare una gravidanza. Poi vengono seguite passo dopo passo durante la gestazione, anche con corsi di preparazione per diventare genitori, per non essere impreparati, ed anche dopo il parto, quando sono a casa, mettendo a disposizione il numero di cellulare delle ostetriche di turno, coprendo un servizio di 24 ore su 24”.

L'area dedicata alle future mamme è stata divisa in zone, una operatoria, con sala chirurgica, tre zone travaglio e parto, una “casa parto”, un appartamento di 66 metri quadri, con area dotata di poltrona ed apposita vasca per il parto in acqua, oltre ad un'area con ambulatorio ecografico per amniocentesi.
“Intendiamo favorire il contatto tra il neonato e la mamma sin dall'inizio – commenta Franca Scolaro, responsabile di pediatria –, evitando al massimo manovre invasive. Questa è una cosa importante per la crescita del bambino. Inoltre, aiutiamo le mamme formandole. Con la strumentazione che abbiamo qui, possiamo garantire la stessa sicurezza di un centro di livello superiore”.
Questi percorsi dedicati, come spiegato dallo stesso Dal Ben, è un punto di svolta nell'intervento della “ristrutturazione strutturale”, permettendo di prendere in carico in maniera globale il bisogno del cittadino.

 

Nicola Cappello

3 novembre 2011

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