
Rovigo - Di fatto è stato quello che ha bloccato la riconversione della centrale Enel di Polesine Camerini, lottando nelle aule dei tribunali e affiancando le associazioni ambientaliste nella difesa del territorio. Matteo Ceruti, specializzato in diritto ambientale ed amministrativo, ha sostenuto diverse battaglie non solo in suolo rodigino, ma anche in quello veneziano, dov'è stato difensore di parte civile, contro il Petrolchimico di Porto Marghera e nella vicenda del Mose.
Ora la rivista nazionale di Legambiente, “La nuova ecologia” lo ha messo tra i candidati per il premio “Ambientalista dell'anno”, l'unico rodigino, attualmente, ad essere entrato tra gli otto segnalati.
E Ceruti nella lista è entrato di diritto dopo la sentenza di gennaio in Corte di cassazione, dove è riuscito a fare condannare due ad di Enel per l'inquinamento della vecchia centrale ad olio combustibile di Porto Tolle, sentenza storica dato che viene riconosciuta la responsabilità ad un amministratore delegato di una holding, oltre alla vittoria in consiglio di Stato, bloccando l'iter per la riconversione a carbone della stessa centrale, dimostrando le lacune della Via nazionale.
Cosa l'ha spinta a dedicarsi alla difesa dell'ambiente?
“È una cosa che si è sempre respirata a casa mia. Già mio padre in passato si è occupato di queste tematiche e le ho studiate sin dai tempi dell'università, anche all'estero con un progetto Erasmus alla Sorbona a Parigi nel '90, dove ho potuto approfondire anche lì diritto ambientale. Quello che mi spinge è anche un ideale, dato che ho rinunciato ad incarichi prestigiosi 'dall'altra parte'. Attualmente collaboro con diverse riviste che trattano diritto amministrativo e ambiente”.
La sua prima causa a difesa dell'ambiente?
“Una discarica di rifiuti nel parmense, alla fine non l'hanno più fatta”.
Come si sta evolvendo la sensibilità ambientale nella provincia di Rovigo?
“Vedo una evoluzione positiva da parte della popolazione. La comunità sta crescendo dal punto di vista della sensibilità ambientale, al contrario gli amministratori pubblici, dirigenti, media e stampa, probabilmente per via di una particolare debolezza economica, che hanno invece diminuito questa sensibilità. È un meccanismo paradossale”.
Come sarà il futuro ambientalista della provincia?
“Voglio essere positivo. Si sente ancora l'eco dell'ultima manifestazione, che è stato un buon esempio di democrazia. Credo che si stiano aprendo delle strade nuove, ma è chiaro che ci dovrà essere un passo avanti, che probabilmente si potrà verificare soltanto nelle prossime elezioni a tutti i livelli. Lì potremo vedere la capacità di interferenza dei grandi gruppi industriali”.
Nicola Cappello

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