
L'inaugurazione della casa museo di Giacomo Matteotti, il martire del Fascismo originario di Fratta Polesine, dovrà attendere la prossima primavera. L'opera di restauro è terminata entro i tempi previsti per la consegna dei lavori. Per la cerimonia di inaugurazione fissata ad ottobre era atteso in città il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (leggi articolo) ma la crisi politica nazionale ha bloccato gli impegni del capo dello Stato
Fratta Polesine (Ro) - Quante volte in Italia si è assistito ad opere iniziate e mai finite? Quante volte ci si è imbattuti in casi di lavori che dovevano essere finiti entro un termine preciso ed invece hanno sforato di molto i tempi di attesa? Ebbene a Fratta Polesine succede anche il contrario, ossia che un'importante edificio sia stato ultimato da parecchi mesi ma non possa essere inaugurato a causa dell'assenza del personaggio politico di spicco stante l'attuale crisi di governo.
Stiamo parlando della casa-museo con annesso centro studi nazionale dedicata alla figura del martire socialista Giacomo Matteotti. L'opera in questione è stata completata ancora nel mese di maggio ma da allora attende di essere aperta al pubblico. A dire il vero una prima inaugurazione venne già effettuata nel giugno 2009 in occasione dell'anniversario dell'uccisione di Matteotti, che ogni anno viene solennemente ricordato a Fratta Polesine. In quell'occasione il sindaco Riccardo Resini pensò di inaugurare la fine della prima parte dei lavori, corrispondenti alla parte esterna di casa Matteotti. Per la tarda primavera di quest'anno era invece stata pensata l'inaugurazione della parte interna dell'edificio, quella inerente il restauro del mobilio e di tutta la parte archivistica dei libri sulla figura del deputato polesano ucciso nel 1924 da una squadra fascista.
Tutto come detto era pronto già a giugno, quando tutti attendevano la visita del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La venuta del capo dello Stato non ci fu e quindi l'amministrazione frattense fu costretta a posticipare il taglio del nastro a settembre massimo ottobre. Ancora una volta questo non è successo stante la situazione di forte crisi politica del nostro governo. Nemmeno il ministro ai beni culturali Giancarlo Galan ha risposto all'invito e così ancora una volta tutto è stato rinviato a data da destinarsi.
"Con molta probabilità saremo costretti ad attendere arrivi la prossima primavera - commenta con rammarico l'assessore comunale alla cultura Paolo Sicchiero (foto a lato) - Non è infatti pensabile organizzare l'inaugurazione in pieno inverno. Peccato davvero perchè i lavori sono stati consegnati in tempo utile".
Pare quasi uno scherzo del destino questa vicenda che ha dei risvolti a dir poco fastidiosi se si pensa che trattasi di un'opera di valenza nazionale costata alcuni miliardi di vecchie lire con finanziamenti statali.
Marco Scarazzatti

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