ULSS 19 ADRIA (ROVIGO) Giuseppe Dal Ben diventa direttore generale anche dell'azienda sanitaria di Chioggia

Medaglia al petto per il top manager

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Giuseppe Dal Ben, direttore generale dell'Ulss 19 di Adria, gestirà anche l'Ulss 14 di Chioggia. Non si profila l'ipotesi di una fusione tra le due aziende sanitarie che non appartengono alla stessa provincia, ha spiegato Leonardo Padrin presidente dellla commissione sanità del Veneto, ma per il momento c'è la necessità che le due piccole ulss abbiano un'unica gestione. Graziano Azzalin, consigliere regionale del Pd, ravvisa nella scelta "un altro duro colpo per il Polesine"



Adria (Rovigo) – Ulss 19 e 14, rispettivamente Adria e Chioggia, saranno unite sotto la gestione di Giuseppe Dal Ben, ma non ci sarà alcuna fusione tra le due aziende socio sanitarie. Per il dirigente in forze all'Ulss 19 dal 2008, prima a capo dell'Ulss di Treviso, si tratta di fare due gestioni separate per due aree di piccole dimensioni, mentre l'attuale direttore generale clodiense, Antonio Padoan rimarrà a dirigere quella di Venezia.


Una questione di necessità e non dettata da eventuali future fusioni, stando almeno alle parole del presidente della commissione sanità Leonardo Padrin, che spiega la propria ipotesi: “Venezia è molto complessa da gestire e richiede un direttore generale a tempo pieno. Ha più senso, quindi, che sia il dirigente di una ulss più piccola a gestirne un'altra altrettanto piccola”.

Una sorta di “medaglia al petto” per il direttore dell'azienda socio sanitaria adriese, come spiegato sempre da Padrin, che va a valorizzare la sua capacità gestionale.

Ma non si parla comunque di fusioni future: “Attualmente in Regione si sta parlando di una gerarchia di tipo provinciale”, quindi si va a ventilare l'ipotesi che la fusione più accreditata sia tra quella rodigina, gestita da Adriano Marcolongo, e quella del comune etrusco. 


Dal Ben non dovrebbe percepire alcuna retribuzione aggiuntiva per la gestione di Chioggia, anche se probabilmente ci saranno altre ricompense, ma il costo, come denunciato dal consigliere regionale del Pd Graziano Azzalin, va tutto sulle spalle di Adria. 

“Questo è un altro duro colpo al Polesine” in poche parole il commento di Azzalin, che dà una chiave di lettura diversa a questa doppia gestione Dal Ben: “E' un modo per rispondere alla domanda su quali intenzioni abbia la giunta regionale rispetto alle Ulss di piccole dimensioni, senza voler rispondere al territorio. Una risposta sottobanco che rischia di avere ricadute pesanti nell’ottica del nuovo Piano socio-sanitario regionale. La domanda a cui chi governa la sanità veneta deve rispondere è: dopo aver impoverito le piccole Ulss di risorse e servizi vuole impoverirle anche di personale?”.


Una supplenza, secondo il consigliere del Pd, che è stata male digerita anche da Chioggia, per le stesse motivazioni, invitando poi la Regione ad aprire un confronto serio con i territori ed essere chiara sulle proprie intenzioni.

“Il Polesine è alle prese con tagli di risorse, con dismissioni, con servizi sempre più ridotti – conclude -, con ospedali che rischiano di essere declassati ed attende risposte complete: la Regione giochi a carte scoperte e non con la salute dei cittadini, perché se la sanità è da molti vista come un business, non si può accettare che il pubblico scenda sotto una certa soglia. Affossare il sistema sanitario pubblico universale vuol dire addossare il carico più pesante della crisi sulle fasce deboli e meno abbienti”.

Nicola Cappello

 

 

9 novembre 2011

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