
Rovigo - La mannaia dei tagli si abbatte sulle famiglie che hanno un familiare assistito a domicilio. La Regione Veneto ha infatti liquidato solo un parte della seconda tranche del finanziamento 2010 per gli assegni di cura.
I tagli ventilati sono stati confermati in questi giorni. Della seconda parte del finanziamento, che doveva essere di circa 2 milioni 100 mila euro, sono arrivati solo 740 mila euro, ovvero il 35% del totale.
Ad annunciarlo è l'assessore comunale alle politiche sociali Gianni Antonio Saccardin, preoccupato per la situazione a cui le famiglie devono far fronte.
Peraltro si tratta di un assegno che va a coprire le spese di assistenza già sostenute l'anno scorso e per le quali ci si aspetta una cifra uguale a quella dell'anno precedente.
L'istituto dell’assegno di cura è stato introdotto nel 2007 per incentivare le famiglie ad accudire il parente con disagio a domicilio. Solitamente l’erogazione avviene tramite liquidazione da parte della Regione alle Ulss competenti dopo 6 mesi dalla maturazione del diritto e dalle Ulss i fondi vengono poi ripartiti ai Comuni che hanno il compito di liquidarlo alle famiglie che ne hanno diritto.
Per l'Ulss 18 nel 2010 erano previsti 4 milioni e 200 mila euro. Il 50% è stato erogato in una prima tranche. Come detto, della seconda parte è arrivato il 35%, 740 mila euro appunto. Un'amara "sorpresa" per le famiglie che ad esempio hanno assunto una badante per assistere il parente. Il resto della cifra attesa arriverà ma non si in che tempi.
Per il 2011 le cose saranno addirittura peggiori: "Il fondo nazionale per la non autosufficienza è stato azzerato - spiega Saccardin - quindi le risorse in arrivo sono ulteriormente ridotte".
Elisa Barion

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