
Scenografia incantevole di Ivan Stefanutti per la Bohème del teatro Sociale di Rovigo ambientata nella nebbiosa Parigi anni '30, dove artisti e amori di questo periodo sono ben testimoniati, oltre che dai cineasti come Marcel Carnè e Jean Vigo, da grandi fotografi come Doisneau. Nella Parigi che fu vissuta contemporaneamente Picasso, Breton, Miller, Cocteau, Simenon, Sartre, Prevert. Nel cast una vera primadonna del palcoscenico Andrea Rost che interpreta Mimì
Rovigo - Torna sul palcoscenico del teatro Sociale di Rovigo, Bohème, l’opera in quattro quadri di Giacomo Puccini. E in una Parigi anni ’30, piena di nebbia ma dal grande fervore artistico, si cimenta la regia di Ivan Stefanutti, l’ex enfant prodige del teatro italiano, che ha fatto della creatività elegante e dell’estetica plastica i suoi cavalli di battaglia.
Così Stefanutti racconta la sua Bohème come fosse un film francese girato tra le due guerre, nel nebbioso clima in bianco e nero negli anni in cui gli artisti e gli intellettuali si rifugiavano ancora a Parigi cercando persone con cui condividere il loro entusiasmo. I protagonisti vivono in un quartiere che sembra un porto, dove anche i bambini maturano precocemente. Ma anche se i protagonisti sono poveri, non sono miserabili. Come scrive Stefanutti nelle sue note di regia: “Gli innamorati stretti nei loro lisi soprabiti, non hanno bisogno d’essere ricchi o ben vestiti. Sono belli ed eleganti nella loro essenza. Come in una leggenda immortale”. Così la luce notturna trasforma tutto in un incanto. Purtroppo non dura, ed in breve, diventano amanti perduti.
Il terzo appuntamento del calendario della stagione lirica di Rovigo andrà in scena venerdì 18 novembre alle 20.30 e, in replica, domenica 20 novembre alle 16.
Lo spettacolo verrà proposto in anteprima studenti mercoledì 16 e giovedì 17 novembre alle 16. La presentazione dell’opera si tiene giovedì alle 18 nella sala Oliva dell’Accademia dei Concordi, relatore Sergio Garbato.
IL CAST
Andrea Rost (Mimì), Mihaela Marcu / Novella Bassano (Musetta), Giordano Lucà / Javier Tomé Fernandez (Rodolfo), Simone Piazzola (Marcello), Donato di Gioia (Schaunard), Alessandro Guerzoni / Giuseppe Nicodemo (Colline).
Stefano Romani è il maestro concertatore e direttore d’orchestra. Orchestra regionale Filarmonia Veneta, Coro lirico Veneto e Coro di voci bianche Piccoli cantori San Bortolo, maestro dei cori Giorgio Mazzucato. Regia, scene e
costumi di Ivan Stefanutti.
L’opera è una coproduzione del teatro Sociale di Rovigo, Comune di Padova, teatro dell’Opera Giocosa di Savona, teatro Donizetti di Bergamo.
Allestimento dell’ Opera festival di Bassano del Grappa.

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