CUCINA & SAGGEZZA Le proprietà del melograno frutto tipico dell'autunno e tra i più amati dell'antichità

Le mille virtù dei chicchi più belli della natura

Particolare del bambino Gesù da La Madonna del melograno di Botticelli
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Del melograno sono note da sempre le proprietà astringenti, antidiarroiche ed emostatiche del frutto, del fiore, della scorza e della corteccia dell’albero. Ebrei, egizi, fenici, greci e romani, tutti i popoli del Mediterraneo apprezzavano questo frutto di cui si parla anche nella Bibbia. E' simbolo di bellezza, fertilità, nascita, morte e risurrezione



Per chi non lo sapesse, novembre è il mese della melagrana. Le melagrane sono i frutti del melograno (Punica granatum, una pianta spontanea originaria della Persia) che è diffuso in tutti i paesi del Mediterraneo. L'albero ha stupendi fiori a campanella, di colore rosso e foglie verdi e lucenti.
Spaccando la melagrana vedremo che dentro a delle “nicchie” essa contiene dei semi rossi, grani polposi raccolti in gruppi, con polpa succosa dal sapore lievemente acidulo, quasi frizzante.
Ebrei, egizi, fenici, greci e romani, tutti i popoli del Mediterraneo apprezzavano questo frutto, di cui si parla anche nella Bibbia.
Novembre, mese dei morti, nicchie che contengono i semi, semi che sono grani, moltissimi... La melagrana ha un apparente duplice significato: è associata alla vita ma anche alla morte. In realtà la melagrana è semplicemente il simbolo della rinascita, e come vedremo in seguito, anche della resurrezione.
Come avrete capito, il frutto veniva utilizzato per altri fini oltre a quello alimentare: lo si contemplava nei rituali deputandolo una cosa divina, regale, simbolo associato alla donna, sinonimo di Dea Madre.
La melagrana è da sempre il simbolo della bellezza e della fertilità.
Famose sono le Madonne dipinte dai pittori del XV e XVI secolo, che spesso ponevano nelle manine del Gesù bambino proprio il frutto della melagrana (foto a lato). Il riferimento è ovviamente alla vita. Alla vita che deriva dalla morte del Cristo.
Nell’antica Grecia questa pianta era sacra a Venere, la Bellezza, ma anche a Giunone, la sposa di Giove.
A proposito di spose, le spose romane usavano portare intrecciati tra i capelli dei rametti di melograno, per loro simbolo di fertilità e ricchezza.

Il numero dei suoi grani ha inoltre assunto varie letture simboliche: le spose turche lanciano a terra la melagrana e ne contano i chicchi. Leggenda vuole che avranno tanti figli quanti sono i chicchi usciti dal frutto spaccato.
In India si crede che il suo succo combatta la sterilità.
Dicevamo che la melagrana è da sempre il frutto sacro alla Dea madre.
Vuoi per i suoi “grani”, così come i grani si chiamano anche quelli votivi della preghiera nel Rosario.
Pensate invece che nella cultura ebraica la melagrana è sinonimo di correttezza e onestà. I chicchi del frutto sono più di 600 e la leggenda ebraica vuole che siano esattamente 613 semi.
Perché nella Torah sono 613 le “perle di saggezza”.
Molti semi, poi, sono facilmenti adducibili alla fertilità e all'abbondanza.
Durante le feste in onore della Dea Demetra, le Thesmophoria, mentre le ateniesi consumavano i frutti della melagrana, auspicio di prosperità e fertilità, i sacerdoti, esclusi dal cibo riservato alla Dea, se ne incoronavano il capo con i rami e le foglie della pianta.
Anche la Bibbia, nel Cantico dei Cantici, racconta della melagrana quale simbolo di fertilità giacché contemplato come frutto tra i sette della terra promessa.

Ma veniamo al lato oscuro del frutto.
Gli egizi la usavano durante le cerimonie funebri (sono stati ritrovati semi di melagrana anche nella tomba di Ramses IV) e la mitologia greca racconta di Kore che essendosi cibata del cibo dei morti - la melagrana - fu condannata a dover discendere nel regno dei defunti.
Simbolo di morte - o piuttosto di rinascita e di rigenerazione - la leggenda vuole che sia stata Afrodite a piantare nell’isola di Cipro il primo melograno che da allora divenne pianta a Lei sacra. Altra tradizione associa il frutto ad Orione, la costellazione più luminosa.
Una leggenda che voglio narrarvi invece riguarda Side. Si narra che costei fosse una giovane e bellissima donna. Per sfuggire alla violenza oltraggiosa del padre si uccise. Gli dei allora fecero crescere un melograno sulla sua tomba. Il padre invece venne mutato in un nibbio, uccello rapace che non si posa mai sulle fronde del melograno.
Utilizzata per la tintura delle pelli e come tenifugo, la melagrana ha da sempre avuto un ampio utilizzo in cucina. La Bibbia parla del “mosto della melagrana”, il che porta a pensare che il suo succo fermentato divenisse liquore.
Da sempre sono note le proprietà astringenti, antidiarroiche ed emostatiche del frutto, del fiore, della scorza e della corteccia dell’albero.
Utilizzato come vermifugo intestinale, gli infusi a base di corteccia o radice di melograno hanno salvato più di un bambino dalla tenia.

Se non fosse per la difficoltà di mangiarle, le melagrane sarebbero un frutto piuttosto ricco di calorie e di carboidrati ed hanno quasi il 16% di zuccheri.
Le melagrane vanno colte mature, poiché una volta staccate dall'albero non maturano più: vengono mangiate crude ma anche utilizzate in preparazioni culinarie.
Ma i grani sono davvero ottimi per preparare questo semplice ma buonissimo e davvero originale cocktail di cui vi propongo la ricetta.

Cocktail di melagrane
Ingredienti:
2 calici di spumante extra dry, il succo di 2 melagrane da spremere con lo spremiagrumi e poi filtrare, mettere il tutto nello shaker, aggiungere del ghiaccio, versare e decorare con dei chicchi di melagrana.
Se volete qualcosa in tema, di simpatico da sgranocchiare mentre gustate l'aperitivo, consiglio un crostino caldo di pane integrale e caprino su cui aggiungere, senza esagerare, alcuni chicchi della melagrana pestati al mortaio.

 

Barbara Codogno
anubi31@gmail.com

 

17 novembre 2011

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