
La violenza sulle donne è un tema d'attualità anche in Italia con la denuncia nel 2010 di oltre un milioni di casi. Raffaela Salmaso, portavoce della Conferenza delle donne democratiche del Veneto, sottolinea come la violenza colpisca con discriminazioni e sfruttamenti nel mondo del lavoro, sociale e politico. Tanto è stato fatto, ma tanto c'è ancora da fare, come il ripristino della legge contro le dimissioni in bianco
La violenza contro le donne è una sconfitta per le società democratiche e un'ipoteca fortissima alle possibilità di sviluppo e benessere, l'Italia non è diversa dagli altri paesi del mondo: nel 2010 sono stati denunciati oltre un milione di casi di violenza sulle donne
Non sono sufficienti la condanna dei violenti e la repressione dei crimini, si devono rafforzare le forme di aiuto alle vittime e la rete dei centri antiviolenza; si deve lavorare intensamente sulla prevenzione.
Non vogliamo che questo giorno divenga una ricorrenza rituale, perché c'è ancora davvero molto da fare, anche nel nostro Paese, perché il rispetto profondo della dignità e del corpo delle donne entri a far parte della cultura stessa degli italiani.
Nel nostro Paese la violenza contro le donne ha avuto e mantiene ancora una sua specificità, colpisce con discriminazioni e sfruttamenti della donna nel mondo del lavoro, sociale, politico, attraverso vessazioni sottili e pervasive che si radicano nel tessuto sociale, nei valori e disvalorii di una comunità.
L'Italia nel 1981 con la legge 442 ha eliminato la norma che prevedeva la causa d'onore come attenuante nei delitti, inoltre con le modifiche introdotte dalla legge 66/96 si è previsto che la violenza sessuale sia considerata come un delitto contro le persone.
Le donne, i loro movimenti, le loro organizzazioni, insieme alle forze e ai partiti democratici, hanno condotto battaglie per portare ad approvazione leggi di tutela contro le forme di discriminazione che colpiscono in primis il mondo femminile sia nella vita familiare che nel mondo del lavoro, con la legge sul mobbing e sullo stalking; oggi continuano a vigilare e a porre l'attenzione sui continui interventi culturalmente discriminatori e sulla offensiva rappresentazione del corpo femminile nella pubblicità.
Ci uniamo all'appello di oggi al Ministro del Welfare, fatto da donne del sindacato, del giornalismo, della società civile e della politica, per il ripristino della legge 188/2007, contro le dimissioni in bianco, come atto concreto verso una riconquistata dignità e civiltà del lavoro.
Siamo consapevoli che resta molto da fare, ma dobbiamo anche affermare con forza che la coscienza della violenza sulle donne è diventata elemento costitutivo delle forze democratiche, in particolare del Pd, che continua nel paese ed in Parlamento a proporre strumenti e ad attuare iniziative, per una consapevolezza, prima di tutto culturale, che si concretizzi anche con atti legislativi.
email inviata da
Raffaela Salmaso
Portavoce Conferenza Regionale Donne Democratiche

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