
Nel 2010, il 27% delle aziende polesane ha chiuso. Il dato allarmante è emerso nel corso del tavolo provinciale dell'agricoltura che si è svolto martedì 29 novembre a Ca' Tiepolo di Porto Tolle (vedi foto allegate). Le associazioni di categoria Coldiretti, Confagricoltura e Cia sono preoccupate per la riforma della Pac: i 400 mila euro ricevuti dalle aziende polesane per il seminato scendono a 250 mila
Porto Tolle (Ro) – Il censimento dell'agricoltura dell'anno scorso, ha messo in risalto la moria di aziende nel territorio rodigino. Il 27% hanno chiuso i battenti ma, nonostante tutto, la superficie agricola utilizzata (Sau) è aumentata del 4%.
La chiave di lettura sembra essere abbastanza semplice. Hanno chiuso i piccoli e le medie e grandi aziende agricole hanno acquisito i terreni.
I dati sono stati snocciolati dall'assessore provinciale Claudio Bellan, durante il tavolo “Agricoltura e sviluppo rurale, quali prospettive per il nostro territorio?”, organizzato dal Pd di Ca' Tiepolo, coordinato da Katiuscia Grandi.
La crisi continua a mietere vittime ed i tagli alla nuova Pac (politica agricola comunitaria) previsti per il 2013, fa già pensare che il futuro non sarà roseo per gli agricoltori locali, sopratutto quelli piccoli.
Per l'Italia, infatti, sono stati previsti almeno 285 milioni di euro in meno, una media del 6%, rispetto alla Pac attualmente in vigore: “L'aiuto diretto agli imprenditori sarà diminuito sino al 12% - spiega Stefano Casalini, presidente provinciale di Confagricoltura -, mentre per la zootecnia e le coltivazioni come quella del pomodoro, i fondi potrebbero diminuire del 70%”.
Ed è Paolo Franceschetti, direttore provinciale della Cia, a dare le cifre del taglio: “Attualmente per il seminato si riceve un contributo di 400 euro per ettaro – spiega – con la nuova Pac questi fondi scenderanno a 250 euro”.
La riforma sembra aver fatto fare dei notevoli passi indietro, come denunciato da Mauro Giuriolo presidente provinciale di Coldiretti, che promette battaglia: “Non lasceremo passare questa riforma – spiega – è troppo impostata sui modelli del nord franco tedesco. L'unica nota positiva è l'incentivo ai giovani”.
Giovani che continuano ad essere un argomento spinoso per il mondo agricolo locale che, come nel resto d'Italia, ha circa due terzi degli operatori over 50. Per questo la proposta unitaria delle associazioni di prevedere, a livello nazionale, degli sgravi fiscali per i giovani, ad andare ad affiancare quel piccolo contributo dato dalla Pac.
La Regione potrà avere un ruolo chiave, come spiegato dal consigliere regionale Graziano Azzalin, vicepresidente della commissione regionale Agricoltura: “E' necessaria un'azione a sostegno del reddito, la semplificazione burocratica, la riorganizzazione degli enti strumentali e un cambio di mentalità degli stessi agricoltori, che non possono porsi in una condizione di muro contro muro di fronte alla nuova Pac, ma capire che inevitabilmente si chiede al settore primario di porsi nuovi traguardi. I soldi saranno meno, ma sono gli unici messi a disposizione”.
Nicola Cappello

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