
Consiglio comunale no stop. La mediazione tra maggioranza ed opposizione non c'è stata. Guerra senza esclusione di colpi, accuse da parte di Federico Frigato al presidente del consiglio Paolo Avezzù reo di aver ostacolato il regolare svolgimento della discussione. Nel caos scoppiato in aula l'opposizione ha anche chiesto l'intervento dei carabinieri che però si sono limitati ad assistere agli eventi. Dopo il rifiuto di una sospensione chiesta dalla minoranza, parole grosse e abbandono dell'aula in massa
Rovigo - Si è fatta notte fonda a Palazzo Nodari. Il consiglio comunale del 30 novembre è stata l’ultima possibilità che l’amministrazione comunale ha avuto per approvare il suo Piano casa, altrimenti, sarebbe rimasta in vigore l'attuale legge regionale.
Gli accordi tra maggioranza e opposizione, la classica mediazione, non c’è stata. Nel pomeriggio il Pd ed il Movimento 5 stelle hanno proposto alla giunta l’approvazione di 3 emendamenti (uno del Pd e due dei grillini) ma niente da fare, la proposta è stata rigettata nell’intervento dell’assessore all’urbanistica Andrea Bimbatti che “per ragioni politiche voteremo sempre contro”. Ad un certo punto anche la maggioranza ha cercato l'appoggio della minoranza per l'approvazione dell'esecutività immediata, a risposta è stata picche.
Il tempo passava e la maggioranza non era più certa di approvare il provvedimento entro la mezzanotte e con oltre 20 emendamenti da discutere con poche ore a disposizione l'incubo si stava concretizzando.
Alle 22 il colpo di scena, Barbara Businaro e Federico Frigato invocano l'intervento dei carabinieri lamentando un ostruzionismo da parte del presidente del consiglio Paolo Avezzù reo di non essere super partes (secondo la minoranza, ndr). A questo punto si scaldano gli animi, parole grosse tra maggioranza ed opposizione e alla richiesta di una sospensione di cinque minuti, respinta dall'aula, tutta l'opposizione con Federico Frigato in testa si alza in piedi ed esce.
I lavori dell'aula continunano con l'opposizione tra il pubblico e la maggioranza che passa alle votazioni degli emendamenti. Scambio di battute tra Aldo Guarnieri e Federico Frigato mentre Barbara Businaro nel tentativo di rientrare in aula ha un battibecco con Renzo Ongaro e fa dietrofront.
Due episodi di colore durante le approvazioni degli emendamenti culminati con la cacciata alle 19 da parte del presidente del consiglio Avezzù di Danilo Rigosa, sostenitore del Movimento cinque stelle tra il pubblico. In un primo momento tale era il frastuono in aula che il grillino rivolto ai consiglieri è sbottato: “Signori il cittadino non ha diritto di parlare, ma di sentire sì, cosa non possibile in mezzo a questa cagnara”. Avezzù decide di lasciare correre. Durante l’approvazione dell’ottavo emendamento e dopo la conta del voto di chi era favorevole, la minoranza, Avezzù si rende conto che la maggioranza era in minoranza, troppi consiglieri erano fuori dall’aula per chiacchierare e telefonare, per cui ha fatto cenno ai suoi di chiamarli dentro. Rigosa salta fuori dal pubblico con un “Vergogna! adesso rimangono fuori”. Confusione in aula fino alla decisione di Avezzù di cacciarlo. “Questa è la vostra democrazia” sbotta Rigosa mentre esce accompagnato da un agente della polizia municipale chiamato appositamente.

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