
Paolo Avezzù (foto a lato), presidente del consiglio comunale di Rovigo, si sente di aver agito nel giusto e secondo regolamento nell'assemblea del 30 novembre che ad un certo punto ha visto l'arrivo di una pattuglia di carabinieri (leggi articolo). Non teme nessun attacco della minoranza, la modifica della modalità di discussione degli emendamenti è stata dovuta all’urgenza della votazione
Rovigo - “Ho agito secondo regolamento e mi sento tranquillo”. Lo afferma il presidente del consiglio di Rovigo Paolo Avezzù al termine della conferenza stampa della minoranza, che vuole la sua testa per il presunto comportamento scorretto in aula nell'assemblea del 30 novembre che, ad un certo punto, ha visto fuochi e fiamme sull'approvazione del Piano casa (leggi articolo).
“C’è un regolamento che parla chiaro - prosegue Avezzù - e per impellente urgenza di votare la legge del Piano casa abbiamo deciso di applicarlo”.
In aula ha fatto scatenate l’inferno la proposta del capogruppo del Pdl, Aldo Guarnieri, di applicare l’articolo del regolamento consigliare che prevede la riduzione di tempo per la presentazione, discussione e votazione degli emendamenti. Approvato dalla maggioranza, ha impedito di far proseguire l'ostruzionismo, unica arma in possesso della minoranza, che intendeva, in virtù del gran numero di emendamenti, arrivare allo scoccare della mezzanotte e quindi vanificare l'adozione del Piano casa di Rovigo.
“Abbiamo seguito il regolamento e abbiamo proseguito il consiglio comunale - afferma Avezzù - Le scelte sono state prese di concerto con il segretario comunale che per il bene della seduta ha chiamato alcuni suoi colleghi per chiedere il loro parere sui lavori e sulla votazione del Piano casa".
Votato il Piano casa la maggioranza, senza la minoranza, ha proseguito in solitaria il consiglio comunale toccando altri punti all'ordine del giorno, come quello del consigliere delegato. "Ma - conclude Avezzù - non avendo in aula i due terzi di consiglieri per modificare il regolamento in ogni caso bisognerà ritornare a votare il punto nei prossimi due consigli nello stesso mese ed avere il sì di almeno 17 consiglieri”.
Marco Terrestri

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