CONSIGLIO COMUNALE CEREGNANO (ROVIGO) Accordo di programma per la reindustrializzazione del Polesine e proroga della cassa integrazione ai lavoratori Grimeca le soluzioni prospettate all'aula per affrontare la crisi dell'occupazione

La politica e la proprietà rassicurano gli operai

Maurizio Sacconi con i proprietari della Tmb ex Grimeca a Ceregnano il 4 aprile scorso
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L'assessore veneto allo sviluppo economico Maria Luisa Coppola (foto a lato) ha spiegato al consiglio comunale di Ceregnano (Rovigo), mercoledì 30 novembre, che l'accordo di programma firmato dalla Regione e dall'ex ministro Maurizio Sacconi dovrebbe essere ratificato dal nuovo governo "al 99%". Garantita anche la proroga della cassa integrazione in scadenza il 28 gennaio 2012 per i lavoratori ex Grimeca ed esclusi dal piano industriale della Tmb, la nuova proprietà del polo metalmeccanico che ha rassicurato che rispettarà il piano industriale firmato. Tanti i cittadini presenti nella sala consiliare del municipio alla seduta aperta



Ceregnano (Ro) - Occhi puntati sui lavoratori dell'azienda ex Grimeca ora Tmb, mercoledì 30 novembre, nel consiglio comunale di Ceregnano aperto ai rappresentati della Regione Veneto, organizzazioni sindacali, Provincia di Rovigo e della proprietà della Tmb.

All'ordine del giorno dell'assemblea c'era un solo punto: il futuro del polo metalmeccanico e dei dipendenti che attualmente sono in cassa integrazione, di cui 90 sono residenti a Ceregnano. Una discussione approfondita, dettagliata ed inserita nel contesto più ampio della crisi economica ed occupazionale delle imprese polesane avvenuta alla presenza di un folto gruppo di cittadini.

L'assemblea è terminata con l'impegno del sindaco Ivan Dall'Ara di redarre un documento da portare nel prossimo consiglio che mette nero su bianco le proposte discusse mercoledì 30.
Tra gli intervenuti c'erano l'assessore regionale Maria Luisa Coppola, la presidente della Provincia Tiziana Virgili ed il vicepresidente Guglielmo Brusco, Massimo Barbin di Unindustria, Valeria Cittadin segretario della Cisl, Giampietro Gregnanin della Uil, Paolo Zanini di Fiom-Cgil, Mirco Bolognesi della Uilm-Uil e Mario Brunazzo di Fim-Cisl. Assente l'assessore veneto Elena Donazzan, rappresentata in aula dalla funzionaria regionale Paola Fusetti.

A dare la dimensione della crisi delle imprese sono stati Barbin e Fusetti. Secondo le parole del delegato di Unindustria, nel 2010 le aziende polesane che hanno chiuso per fallimento sono state 90. Fusetti, invece, ha messo in luce i milioni di ore di cassa integrazione fatte in Veneto, sempre nel 2010. Cifre allarmanti ma c'è una prospettiva di ripresa, secondo l'assessore Coppola. E' l'inserimento del Polesine tra le aree di crisi industriale, come stabilisce l'accordo firmato tra Regione e ministero dello Sviluppo economico.

L'accordo garantirà gli investimenti da parte delle aziende sul territorio provinciale e, di conseguenza, nuovi posti di lavoro. L'inserimento lavorativo dovrà essere affiancato a corsi di formazione per i lavoratori, finanziati con risorse statali. Secondo Roberto Lazzaretti, consigliere comunale di La destra di Storace, il ruolo dei Comuni, in questo contesto, è quello di vincolare le aziende al territorio: "Le amministrazioni devono fare in modo che le aziende beneficiarie dei contributi non delocalizzino".

Quanto ai dipendenti della Tmb, le rassicurazioni sono arrivate dall'assessore Coppola da una parte, e da Massimo Betto, titolare della Tmb, dall'altra. Per l'assessore regionale, la proroga della cassa integrazione ai lavoratori (che scade il 28 gennaio 2012) è "garantita al 99%" dall'accordo firmato con l'ex ministro Maurizio Sacconi, che l'attuale governo Monti dovrebbe ratificare. Queste affermazioni hanno fatto fare un sospiro di sollievo ai dipendenti della Grimeca, in particolare a quelli che non verranno riassorbiti nella Tmb.

Massimo Betto ha rassicurato che la sua azienda rispetterà il piano industriale firmato con i sindacati: entro il 2015, 150 lavoratori rientreranno a lavoro, insieme ai 300 assunti subito dopo l'acquisizione del polo metalmeccanico (da cui erano 467 rimasti esclusi).

 

Elisa Barion

1 dicembre 2011

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