POLITICA ROVIGO La minoranza consigliare intende ricorrere al Tar per l'annullamento della seduta del 30 novembre e chiama in causa il Prefetto per i comportamenti del presidente del consiglio Paolo Avezzù nell'ultima seduta

Minoranza furiosa a palazzo Nodari

Giovanni Nalin, Barbara Businaro, Michela Furin, Nadia Romeo, Matteo Masin, Federico Frigato e Franco Ruzzante durante la conferenza congiunta della minoranza
Barbara Businaro, Michela Furin e Nadia Romeo
Giovanni Nalin e Barbara Businaro
Matteo Masin e Federico Frigato
Federico Frigato e Franco Ruzzante
Nadia Romeo, Matteo Masin e Federico Frigato
Vanni Borsetto
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La minoranza è furiosa. Lo svolgimento del consiglio comunale del 30 novembre per gli esponenti di Partito democratico, Movimento cinque stelle, Sinistra e frazioni, Idv e Sel, non ha avuto una condotta regolare. Prefetto e Tar saranno interpellati, i consiglieri di minoranza chiederanno il commissariamento di Piva e della sua giunta



Rovigo - L'indomani del colpo di mano della maggioranza nel consiglio comunale del 30 novembre che ha visto anche l'arrivo a palazzo Nodari di una pattuglia dei carabinieri (leggi articolo), gli esponenti del Partito democratico, Movimento cinque stelle, Sinistra e frazioni, Idv e Sel, gridano allo scandalo. Di sicuro la minoranza invocherà il commissariamento del comune.

Ricorso al Tar per annullare l’ultima seduta consigliare e incontro col prefetto Romilda Tafuri saranno le prossime mosse dell'opposizione. Sul banco degli imputati della minoranza ci sono il presidente del consiglio Paolo Avezzù e il sindaco Bruno Piva. Il primo reo di non aver ostacolato il cambiato del regolamento comunale chiesto alle 21.30, dopo 9 ore e mezzo dall'inizio della seduta, dalla maggioranza, oltre ad aver ritardato in più occasioni la votazione per aspettare che la maggioranza riprendesse posto. Il secondo è accusato di non aver fatto nulla, assistendo impassibile allo scorrere degli eventi, secondo l'opposizione, scorretti.

Il Pd spedirà quanto prima al prefetto e al tribunale amministrativo un documento di sintesi dei fatti accaduti. "Ora chiederemo l’intervento del prefetto - spiega la capogruppo del Pd Nadia Romeo - per vigilare sul comportamenti del presidente del consiglio che si è preso la libertà di far proseguire la seduto dopo che il segretario aveva dato parere negativo". Sferrano l'attaccano ad Avezzù la Romeo “con questa modifica del regolamento il presidente Paolo Avezzù ha superato il limite e la condotta. Si sono persi gli strumenti di democrazia” e Matteo Masin, di Sinistra e frazioni, che aveva già annunciato al consiglio intero la sua astensione dal voto finale, ma “non si è mai tenuto conto del parere del tecnico comunale. In più occasioni il presidente ha ritardato la votazione per aspettare che la maggioranza ritornasse in aula".

Federico Frigato non le risparmia al sindaco Piva “incapace di governare la città". Per Frigato il sindaco ha fatto il Ponzio Pilato della situazione, "definendosi un consigliere come gli altri". Ma "il sindaco deve assumersi le proprie responsabilità e scendere in campo in prima persona anche contro la propria maggioranza se stanno avvennendo delle scorrettezze". Laconico il giudizio sul suo ex avversario: "Piva dimostra di non fare il bene dalle città”. Per Giovanni Nalin di Idv e Sel gli atteggiamenti dell'intera maggioranza sono “fuori da ogni logica" ed "in primis è colpa del sindaco Piva che ha permesso questa linea di condotta”.

Indignate le grilline che si sono viste annullare il lungo lavoro degli emendamenti in merito alla legge del Piano casa. “A differenza di quanto detto dal presidente della terza commissione, Antonello Contiero, ho presentato tutti e 27 gli emendamenti in commissione, si vede che non tutti erano attenti - afferma Barbara Businaro - ma il dirigente tecnico sì, tanto che durante il consiglio ha più volte accolto i nostri suggerimenti, cosa che l’assessore Bimbatti non ha accettato alzando il muro politico nei confronti della minoranza”. 

La telecamera che ha ripreso l’intero consiglio ha mostrato che la maggioranza ha approfittato dell’uscita di tutta l’opposizione per votare il resto dei punti all’ordine del giorno. "Il consigliere Martinello è stato chiamato di tutta fretta - spiega Michela Furin del Movimento cinque stelle - come 17esimo voto per votare limmediata entrata in vigore del Piano casa. Alle 22.30 è arrivato anche l’assessore Luigi Paulon che ha fatto proseguire la seduta facendo approvare, senza minoranza e quindi senza opposizione, i suoi punti all’ordine del giorno. Hanno anche avuto il tempo ed il modo di votare il consigliere incaricato, ma essendo solamente in 17 serviranno altre sedute per la sua attuazione”. 

Marco Terrestri

 

1 dicembre 2011

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