
I giovani polesani si sentono senza futuro, lo percepiscono peggiore di quello dei loro genitori. Questo modo di pensare frena le idee e fa venire meno le motivazioni per cambiare. Il sociologo Enrico Finzi, che ha condotto lo studio per la Camera di commercio e presentato il 2 dicembre, spiega che è necessario cambiare mentalità fin dalla scuola
Rovigo - Non ci sono i margini per le nuove leve imprenditoriali, ed i giovani vengono discriminati in Polesine. Lo sostiene il sociologo Enrico Finzi che lo ha annunciato durante il convegno organizzato dalla Camera di commercio di Rovigo in occasione della giornata di premiazione del progetto “idee in materia di infrastrutture e di sviluppo imprenditoriale in Polesine”.
“E’ ormai un dato di fatto - spiega Fenzi - che nelle giovani generazioni mancano le aspettative future. Intervistandoli ho rilevato che sono già rassegnati per il loro futuro che a loro detta sarà peggiore di quello dei loro genitori. Lo stesso pensiero lo fanno i genitori che pensano che il futuro dei loro figli sarà molto incerto”. La depressione quindi regna sovrana per le giovani generazioni che, in questi casi, non hanno idee e motivazioni per potersi realizzare nel futuro. “E’ necessario che tutto il tessuto sociale cambi tendenza - afferma Fenzi - già dalla scuola e dalle esperienze che fanno i giovani possiamo dare loro le motivazioni di realizzarsi nel futuro e non di aspettare il fato - prosegue il sociologo - Personalmente penso che questa sia ‘la peggior generazione dopo il big bang’, però margini di inversione ce ne sono”.
Non tutto è perduto quindi. Seppure il Polesine sia in un territorio depresso per definizioni di stimoli, al giorno, d’oggi ce ne sono molti, ed il fare impresa e creare nuove forme di imprenditorialità è possibile. Per il sociologo Finzi il progetto premiato durante il convegno può essere da stimolo per molti giovani polesani.
Marco Terrestri

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