
Le donne del centrosinistra e Movimento 5 stelle sono unite a favore delle politiche di genere e per le pari opportunità. A loro avviso la giunta comunale di Bruno Piva, non solo non ha idee in merito, ma non sta lavorando per garantire i servizi esistenti, come il centro antiviolenza ed il centro donna interculturale. In alto mare anche il bando per la casa alle donne in difficoltà, che scade il 31 dicembre
Rovigo - Fronte unito delle donne di centrosinistra e Movimento 5 stelle che chiedono alla giunta di Bruno Piva che programmi abbia per le politiche di genere.
A far scattare l'allerta sono stati una serie di segnali poco confortanti e che fanno sospettare, come spiega Giovanna Pineda di Fds, che questa giunta non abbia idee o che non consideri importanti le pari opportunità. "Ma la tutela delle donne non ha colore politico - affermano Raffaela Salmaso (Pd) e Cinzia Sivier (Sel) - per questo vigileremo sull'operato dell'amministrazione e ci appelliamo alle donne del centrodestra per fare quadrato".
Alle loro voci, si uniscono quelle di Maria Titta (Psi), Barbara Businaro e Rita Rosito dei 5 stelle e Laura Pellegrini (Idv).
Il primo segnale è che dal sito internet del Comune di Rovigo è sparito il banner del centro antiviolenza ed il numero di telefono per contattarlo. Questo servizio, insieme al centro donna interculturale, secondo quanto ventilato dall'assessore al decoro e lavori pubblici Aniello Piscopo, sarà trasferito a casa Mimma, in viale Gramsci.
Idem l'appartamento per donne in difficoltà: "Il bando per realizzare il progetto scade il 31 dicembre ed è ancora in alto mare, non se ne sa più nulla" afferma Pineda, ex assessore alle Pari opportunità e all'immigrazione nella giunta di Fausto Merchiori.
Tutti i servizi citati facevano parte del progetto "Migrantes" ideato da Pineda e finanziato dal ministero dell'Interno con 192 mila euro, per l'utilizzo degli spazi dell'ex chiesa di San Michele in corso del Popolo (leggi articolo). "La metà del finanziamento - prosegue Pineda - andava per i servizi alle donne, soprattutto quelle in difficoltà. Invece questi servizi finiranno tutti in casa Mimma, lontani dal centro, e siccome non ci sarà spazio per le associazioni, che invece al San Michele c'era, ecco che casa Mimma diventerà un vero e proprio dormitorio, nonostante Piscopo abbia sempre contestato questo aspetto del progetto Migrantes" (leggi articolo).
Da qui l'attacco politico, rivolto alla Regione Veneto: "I servizi di tutela delle donne devono poter contare su finanziamenti certi. O siamo dei buchi anche in bilancio?". E ancora contro la giunta di Rovigo: "Contiamo meno dell'albero di Natale? Per l'albero si sono dati da fare (leggi articolo) mentre sulla tutela delle donne in difficoltà non dicono una parola".
Elisa Barion

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