AGRICOLTURA ROVIGO Nel prossimo consiglio provinciale un punto all'ordine sarà dedicato alla mobilitazione di Coldiretti per difendere il made in Italy

I prodotti nostrani vanno tutelati

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La giunta provinciale di Rovigo ha adottato l’ordine del giorno proposto dalla Coldiretti polesana, con cui si impegna a contrastare l’uso improprio di risorse pubbliche dirette a promuovere la commercializzazione all’estero di prodotti di imitazione del “made in Italy”, fatti con lavoro e materie prime completamente stranieri



Rovigo - Anche la provincia sostiene le motivazioni che sorreggono la mobilitazione territoriale di Coldiretti a sostegno del “vero” prodotto agroalimentare nostrano, annunciata nei giorni scorsi dai vertici dell’organizzazione. Lo scopo è di fare un ampio pressing sul governo, affinché i finanziamenti all’agroalimentare siano indirizzati esclusivamente verso i prodotti fatti e confezionati in Italia, frutto della tradizione e delle competenze nazionali.

Nell’ordine del giorno approvato dalla giunta, nella seduta del 29 novembre, si legge che: “la diffusione di prodotti che traggono in inganno circa la vera origine geografica realizza un evidente danno all’immagine della produzione agroalimentare nazionale, raggirando i consumatori”. Inoltre, i prodotti stranieri che indossano marchi e denominazioni italiane o simil tali determinano una concorrenza sleale verso il vero “made in Italy” per 60 miliardi di euro l’anno.

La mobilitazione Coldiretti ha preso le mosse dall’ennesimo caso di “malcostume agroalimentare”: il Gruppo Parmacotto ha beneficiato degli investimenti di Simest (società finanziaria di sviluppo e promozione delle imprese italiane all’estero, controllata dal ministero dello Sviluppo) e, dunque, di fondi pubblici, per aprire un punto vendita monomarca a New York, la Salumeria Rosi, dove si vendono salumi prodotti con carne straniera e confezionati sul posto con etichette e marchi che evocano le specialità della salumeria tradizionale italiana e regionale, come culatello, bresaola, finocchiona, toscanella e soppressata.

 
4 dicembre 2011

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