SEX AND THE COUNTRY La storia di Fulvio, gatto dandy che frequenta i saloni di bellezza e i cinema d'essai

Mao... ma quanto sono bello!

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Mansueto, amabile ma indipendente e fiero, talvolta anche un po' permaloso. Ha un modo di incedere regale e furtivo allo stesso tempo. E' Fulvio, la mascotte del quartiere di Barbara, una sorta di dandy clochard che fraquenta il negozio della parrucchiera Vittoria ed il cinema d'essai Lux. Sembra la descrizione di una personaggio fuori dalle righe invece è... un gatto



Io, come sapete, esco poco. Con questo freddo, poi... Questa mia poca vita sociale non incide affatto sul livello della mia socievolezza, anzi, ho relazioni importanti con un sacco di persone intelligenti, brave, di cuore. Dall'ortolano, al panettiere, all'edicolante. Se esco per il pane, latte, verdure e giornale, state certi che faccio il pieno di sorrisi. E se porto un abito in pulitura o mi fermo in enoteca o ancora vado a bermi un caffè, state certi che da tutti avrò anche una parola buona, una frase gentile. Tutta questa premessa per dirvi che la vita del quartiere è fatta di piccole cose preziose, come le zucchine più fresche e croccanti o la giacca smacchiata a mano. In un quartiere ci si conosce tutti, si vive in una sorta di micro comunità, che è un bel vivere.

Un personaggio importantissimo della vita del mio quartiere è Fulvio. Potremo definirlo un dandy clochard. Perché pur avendo casa, girovaga tutto il giorno lungo il Corso, cercando rifugio in due esercizi pubblici, quelli che sono i suoi punti di riferimento. Se passate ad esempio davanti al Salone Abra, vedrete la parrucchiera Vittoria, una bella donna dagli occhi azzurri, intenta a pettinare le signore e, in quella che è diventa ormai la sua sedia, Fulvio che un po' osserva, un po' sonnecchia, avvolto in una nuvola di vapore, inebriato dal profumo di lacca, shampoo e maquillage. Una volta che Vittoria si accinge a chiudere il suo salone, Fulvio esce dalla parrucchiera e così, tutto lindo e profumato, se ne va a zonzo un altro po' fino a quando non è l'ora del cinema. Fulvio si dirige alla volta di uno dei pochi cinema d'essai della città, il Lux. Il nostro dandy cinefilo entra nel cinema, si avvicina alla cassa e là si accomoda e staziona, osservando i clienti, sbirciando un po' il film e un po' le facce. E guardando fuori il tram che passa, la gente che passa stretta nei cappotti, le nebbia della sera. Edgar Allan Poe ne L'uomo della folla raccontava di come un avventore passasse il suo tempo seduto in un bistrò, fantasticando circa le persone che vedeva passare: persone indaffarate, tristi, allegre, di corsa, distratte... Così fa Fulvio, lo sguardo sempre un po' sognante, il carattere mite e affettuoso. In quartiere lo conoscono tutti.
Vittoria, la parrucchiera, ne conosce anche tratti del carattere più intimi, nascosti. Dice che sia permaloso: se ad esempio arriva tardi, quando il salone è in chiusura e per questo lei non lo fa entrare, Fulvio le tiene il muso. Per due giorni passa davanti al negozio senza degnarla di uno sguardo, senza provare ad entrare.

Io a Fulvio voglio un sacco di bene. Se lo trovo per strada lo saluto sempre e mi fermo incantata ad accarezzarlo.
Sì, perché Fulvio è un gatto. Mansueto amabile ma indipendente e fiero, come tutti i gatti. Ha un modo di incedere regale e furtivo allo stesso tempo. Come avrete capito Fulvio è amatissimo da tutti in quartiere. A cominciare da Vittoria, la parrucchiera che lo tratta da cliente, anzi, lo tratta da habitué. Perché se camminate lungo Corso Vittorio Emanuele e trovate un gatto seduto nella poltrona della parrucchiera, intento a guardarsi allo specchio non avete le traveggole! A fianco magari una signora sotto il casco intenta a farsi fare la messa in piega. Nessuno che si sia mai lamentato di questa stranezza, racconta Vittoria, anche perché Fulvio ha il collarino e un padrone ce l'ha, ma lui è un gatto libero, è la mascotte del quartiere e se ne va a zonzo indisturbato, col suo fare da duro, con l'andatura un po' da clochard ma... raffinato! Insomma, un gatto che prima va dalla parrucchiera e poi al cinema, l'avete mai visto?

Ovviamente l'aria satura di profumi e l'ambiente caldo, femminile del salone di bellezza inducono Fulvio a frasi della grandi ronfate. L'occhio sempre vigile però. Ti guarda appeni entri dal parrucchiere per rivolgerti uno sguardo quasi professionale quando esci dal salone, uno sguardo che esprime approvazione oppure no, a seconda della sua imperscrutabile estetica di gatto dandy! Una di queste sere provo ad invitarlo chez moi per un aperitivo: a un gatto così non può non piacere anche il bloody mary!

 

Barbara Codogno
anubi31@gmail.com

 

 

4 dicembre 2011

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