
Per la prima volta in Polesine si sono riuniti gli stati generali della scuola. Una giornata di lavori per chiarire quali obiettivi il settore istruzione, l'università ed il mondo delle imprese dabbano porsi per migliorare il passaggio dei ragazzi da studenti a lavoratori. Serve più collaborazione e sostegni economici agli istituti, mentre per gli studenti sarebbe importante aver chiaro cosa chiede il mondo del lavoro
Rovigo - Una scuola più flessibile per stare al passo con i tempi, un mondo del lavoro che si fa conoscere dagli studenti, un regime meritocratico che premia l'impegno e le competenze. Gli stati generali della scuola polesana, mercoledì 7 dicembre a liceo Paleocapa, hanno tracciato gli obiettivi a cui punta la scuola da una parte, le istituzioni e le imprese dall'altra.
Obiettivi convergenti che si raggiungono attraverso la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti. Infatti, agli stati generali della scuola polesana hanno partecipato gli studenti, gli insegnanti, i dirigenti scolastici, Giovanni Pontara dell'Ufficio scolastico provinciale, l'assessore regionale Maria Luisa Coppola, Adriano Mazzetti del comitato scientifico del Cur, il sindaco Bruno Piva, Renzo Moro direttore di Unindustria, Ettore Felisatti del Cisspe (Centro interdipartimentale di studi per i servizi alla persona) dell'università di Padova e l'assessore provinciale Leonardo Raito.
In mattinata gli interventi dei partecipanti hanno chiarito quali relazioni debbano avere la scuola, il mondo produttivo, dell'università ed istituzionale. "I nostri studenti - afferma l'assessore Raito - sono tra i più preparati d'Italia. Il mondo delle imprese però chiede maggiore capacità di adattamento ed ambizione".
Perché la scuola mantenga alto il livello di qualità deve mantenere un rapporto di collaborazione con gli "stakeholder", cioè con il settore pubblico e privato che la agevola nei contributi, nell'acquisto e nell'utilizzo di strumenti di studio. Dagli studenti, invece, è emersa la necessità di sapere cosa li aspetta una volta che si affacciano sul mercato del lavoro.
Ecco che l'alternanza scuola/lavoro ed il dialogo tra imprese e scuola sono gli strumenti per chiarire i dubbi espressi dai ragazzi.
A conclusione della giornata di lavori, Raito spiega che è stata condivisa l'idea di firmare un nuovo patto territoriale che coinvolge tutti i soggetti in questione per impegnarli a sostenere anche economicamente il settore scuola. "L'idea è che - conclude - i bilanci sociali delle imprese e della Camera di commercio prevedano degli investimenti precisi".
Elisa Barion

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