
Sei ditte polesane del distretto regionale della giostra raccontano il proprio lavoro e presentano i propri prodotti, ovvero le attrazioni destinate per la maggior parte all'estero. Si tratta dell'azienda Fabbri group di Calto, Soriani srl e Technical park di Melara che producono le cosiddette "giostre estreme", la Park rides di Begantino specializzata in giostre a cavalli e ruote panoramiche per bambini e adulti
Rovigo - Giostre a cavalli, ruote panoramiche, trenini colorati che ti spingono a velocità elevatissime, bracci meccanici che ti alzano fino a 45 metri di altezza e ti fanno fare delle evoluzioni in aria fino a 100 gradi di angolazione (sconsigliate ai deboli di cuore). Visitare le aziende polesane che fanno parte del distretto della giostra è come tornare un po' bambini. Tra Calto, Melara e Bergantino si producono le giostre destinate ai parchi di divertimento di tutto il mondo. Con le attrazioni si producono anche emozioni per tutti, adulti compresi.
Mercoledì 14 dicembre, la Camera di commercio di Rovigo ha offerto un tour alla stampa in sei aziende polesane del distretto regionale della giostra. La provincia di Rovigo è il pilastro del settore, dato che qui sono concentrate il 70% delle imprese operanti in Veneto, che in tutto sono 102.
Il viaggio prevedeva la visita a tre ditte "produttrici finali" di giostre, la Fabbri group di Calto, la Soriani srl e la Technical park di Melara che producono le cosiddette "giostre estreme" e la Park rides di Begantino specializzata in giostre a cavalli e ruote panoramiche per bambini e adulti. La quasi totalità dei loro prodotti è destinata a mercati stranieri.
Poi ci sono le aziende subfornitrici. Due esempi ne sono la Neon Cuoghi, specializzata nel settore dell'illuminotecnica, e la Pyrodigit per l'elettronica, entrambe di Bergantino.
Enrico Fabbri, titolare di Fabbri group, 15 dipendenti, spiega che il 99% dei suoi prodotti viene venduto in all'estero, il 30% va in Europa, il 70% nel resto del mondo: "Produciamo circa 20 attrazioni l'anno, di cui solo una in media resta in Italia". La Fabbri group negli ultimi due anni ha esteso il proprio giro d'affari ai mercati asiatici, tant'è che il socio e direttore tecnico Sergio Chieregatti, mostrando una "barca" che andrà a comporre un'attrazione più ampia, fa sapere che è destinata al Tagikistan. "Nel frattempo - aggiunge - due tecnici sono impegnati in Turkmenistan a montare una ruota panoramica di 60 metri che verrà installata all'esterno del palazzo del governo". "Il 70% del processo di produzione delle giostre, compreso il montaggio la vendita, avviene in house - chiarisce Fabbri - esternalizziamo solo la produzione delle grandi carpenterie entro un raggio di 30 km da noi".
Pochi chilometri dopo Calto, a Melara, avvicinandosi alla Technical park si vedono due giostre svettare all'esterno gli stabilimenti dell'azienda. Fabio Martini, titolare della ditta che conta 30 dipendenti, spiega che sono due attrazioni in fase di collaudo. La prima giostra si chiama Loop fighter: un braccio a cui sono agganciati una serie di sedili disposti in cerchio. Si tratta di una specie di pendolo che si alza fino ad una angolazione di 100 gradi dal suolo mentre i sedili si rovesciano su se stessi. La giostra accanto è una specie di altalena che compie due movimenti: un moto oscillatorio dei sedili avanti e indietro mentre l'altalena va su e giù. L'attrazione più recente di cui Martini va fiero è il Flying fury, altra giostra estrema dotata di una cloche che consente ai passeggeri di comandare gli spostamenti.
Martini spiega che gli studi della sua azienda vanno nella direzione di "alleggerire" le giostre, per rispondere alle esigenze di risparmio energetico, minori consumi, facilità di trasporto e quindi costi inferiori: "Fino a 7-8 anni fa producevamo giostre da 30 posti. Oggi siamo scesi a 16 posti, il peso è dimezzato ed idem i prezzi". I consumi sono stati ridotti ma i materiali di cui è fatta una giostra non sono riutilizzabili: "Il prodotto nasce per durare sempre - spiega Martini - per questo la manutenzione è importante".
Riduzione dei consumi sono le parole d'ordine anche per la ditta Soriani, a pochi passi dalla Tachnical group. L'ingegnere Michele Cassetta mostra il prototipo di giostra destinato alla Corea del nord: una specie di "polipo" con quattro bracci su cui sono montati 8 posti l'uno. I bracci alzano i passeggeri fino a 10 metri d'altezza e li sparano a terra in una frazione di secondo. Il sistema oleodinamico studiato per il funzionamento della giostra, attraverso due cilindri ad aria compressa, fa risparmiare sui consumi di energia elettrica: i due cilindri consumano 90 kwatt mentre il sistema idraulico ne avrebbe consumati 1200.
Per la vendita dei propri prodotti, la Soriani ha firmato un contratto di esclusiva con la ditta vicentina Zamperla spa tant'è che i nordcoreani hanno acquistato da Zamperla un pacchetto di circa 15 giostre per un luna park in costruzione e 5 di queste attrazioni sono prodotte da Soriani.
La visita alla ditta Park Rides fa fare un tuffo nel passato, grazie ad una giostra a cavalli all'esterno dell'azienda. "E' prodotta interamente nei miei stabilimenti - sottolinea il titolare Alberto Lamborghini -. Per realizzarla, cinque addetti hanno impiegato sei mesi. L'abbiamo anche aerografata".
Le luci di Giorgio Cuoghi, invece, oltre ad illuminare le giostre prodotte in zona, sono volate a New York. La Neon Cuoghi ha prodotto i pannelli di illuminazione del luna park di Coney Island. "Nel 2011 - afferma - abbiamo completato la prima parte del parco dove è stato girato il film "I guerrieri della notte". Nel 2012 completiamo la seconda parte".

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