ECONOMIA ROVIGO Distretto polesano della giostra, il mercato è in salute ma l'accesso al credito per le imprese è un problema

Vince chi non si ferma

Workshop per gli operatori della giostra nel distretto altopolesano
Workshop per gli operatori della giostra nel distretto altopolesano
Franco Cestonaro
I fratelli Sergio e Raffaele Soriani
Franco Cestonaro con Fabio Martini
Salvatore Sciasca Iulm Milano
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Le imprese polesane del distretto veneto della giostra hanno un ruolo di primo piano perché rappresentano il 70% del distretto stesso. Sotto il profilo degli affari il settore gode di buona salute: secondo Franco Cestonaro (foto a lato), rappresentante di Cna Rovigo e referente del distretto veneto della giostra, il fatturato del distretto negli ultimi tre anni è aumentato del 7,5%. Nonostante i dati positivi, il problema di alcune imprese del settore riguarda il credito e la liquidità: alcuni clienti pagano dopo due o tre anni



Melara, Bergantino, Calto - Nei luna park di tutto il mondo la presenza europea è storicamente elevata. A livello europeo, il Made in Italy è il 90%, la quasi totalità del made in Italy è veneto e il 70% delle giostre venete sono polesane. Quindi la giostra polesana ha un ruolo di tutto rispetto nel divertimento a livello mondiale.
Eppure è un settore giovane in provincia di Rovigo, perché è nato intorno agli anni Trenta e si è sviluppato soprattutto dopo la Seconda guerra mondiale, tant’è che oggi, il Polesine è il pilastro del distretto regionale della giostra.

Franco Cestonaro, responsabile delle imprese del settore giostra di Cna Rovigo e referente del distretto veneto, illustra i numeri del distretto stesso, durante il tour in alcune aziende polesane organizzato dalla Camera di commercio di Rovigo per presentare le eccellenze polesane a 31 buyers provenienti da tutto il mondo (leggi articolo).
“Il distretto conta in Veneto 1.500 addetti di cui quasi 600 in Polesine, distribuiti nelle 62 aziende polesane. E considerando che tra Melara e Bergantino gli abitanti non arrivano a 5 mila, la media è di un'azienda ogni 27 abitanti. Il mondo delle attrazioni, tra tecnologia e tradizione, produce un giro d'affari che a livello regionale registra un fatturato annuo di 500 milioni di euro, il 50% è prodotto in provincia di Rovigo. Quello della giostra è un mercato in salute e fortemente competitivo, in cui l'export rappresenta il 99% degli affari”.

Del distretto fanno parte sia le imprese polesane che producono giostre, ovvero il prodotto finito che viene portato nei parchi di divertimento di tutto il mondo, sia le imprese che occupano un segmento della filiera e che fanno da fornitori alle imprese di produzione.

Per quanto riguarda la fase di commercializzazione, singolare è il caso della Soriani srl di Melara. L’azienda, che opera nel settore della giostra dal 1950, ha iniziato a collaborare con la Zamperla spa di Vicenza a fine anni ’90, per la quale divenne fornitore di grandi giostre e giostre su rimorchio. Oggi Zamperla, azienda leader del mercato, è venditore esclusivo nel mercato mondiale dei prodotti Soriani.
Enrico Fabbri, titolare di Fabbri Group, invece, si occupa della produzione di giostre e le commercializza “in house”. Per quanto riguarda i prodotti nuovi spiega: “Prepariamo il preliminary project e li proponiamo ai clienti. In base ai feedback positivi che riceviamo, sviluppiamo il progetto e, una volta approvato dal cliente, si passa alla realizzazione”.

Gli effetti della crisi economica si sono sentiti tra il 2009 ed il 2010 ma sono stati superati allargando il giro d’affari verso nuovi mercati. In particolare, le giostre polesane vengono vendute in Sudamerica (Brasile, Perù e Venezuela in particolare) e l'Asia, India, Corea e Vietnam comprese. E ancora in Russia, in Tajikistan ed in Turkmenistan.
Mercati più consolidati sono invece quello degli Stati Uniti e dell'Europa.
“La crisi, per certi versi ha favorito il nostro settore - fa sapere Fabio Martini, titolare di Tachnical Park di Melara - perché le persone hanno rinunciato a qualche viaggio e come svago preferiscono i luna park. Gli effetti della crisi li avvertiamo però nei problemi di credito e di liquidità, dato che alcuni clienti pagano in due o tre anni”.

Il problema del credito, avvertito in particolare dalle aziende italiane, sentendo gli imprenditori polesani, viene affrontato assumendo due atteggiamenti diversi. Ci sono le aziende che lavorano solo con clienti che provvedono ai pagamenti in forma immediata e le imprese che si affidano alle lettere di credito dei propri fornitori e, in attesa di ricevere il pagamento, si espongono personalmente. Questo porta gli imprenditori a diventare per un periodo "le banche dei propri clienti", perché si accollano i costi di produzione dei propri prodotti in attesa di incassare.

A conclusione del tour in alcune aziende polesane del distretto della giostra, il docente dello Iulm Salvatore Sciascia ha evidenziato che i modelli economici internazionali privilegiano le aziende di distretto. Inoltre, ha sottolineato che la costante innovazione e l'audacia sono il motore vincente delle imprese in rete, tant'è che il sistema distretto, in termini di nuovi mercati, prodotto interno lordo e reddittività, funziona meglio del sistema Italia.

15 dicembre 2011

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