
Quando le nebbie rendono triste la pianura non si ha più il desiderio dei viaggiare. I freddi impigriscono e si cerca il tepore del camino: in poltrona, a pancia all'aria, si gustano le castagne arroste e il sorseggia il vino rosso novello. La proposta è di approfittare della pausa dell'autunno avanzato per conoscere il territorio che ci ospita, prima di andare a sciare in montagna o di fare la crociera ai Caraibi. Una delle mete più interessanti che offre la provincia di Rovigo è Fratta Polesine: il piacere della scoperta
Fratta Polesine è un piccolo comune del medio Polesine a pochi chilometri da Rovigo.
Quando il visitatore arriva a Fratta percepisce subito di essere arrivato in un posto speciale: è un salto indietro nel tempo. L'impianto urbano, le numerose “Ville venete” (Villa Badoer, Villa Loredan-Molin ora Avezzù, Casa Campagnari ora Municipio, Villa Oroboni, Villa Cornoldi, Villa Dolfin, Casa Matteotti, Palaozzo Monti la casa dei Carbonari, Villa Labia), le chiese romaniche e barocche (la Chiesa dei SS.AA. Pietro e Paolo, la Chiesa di San Francesco) e la riviera lungo il canale Scortico sono rimasti quelli di fine ottocento.
Gli storici affermano che Fratta sia sorta molto prima della nascita di Cristo: una ipotesi avvalorata dalle scoperte archeologiche fatte in località Frattesina, i cui insediamenti di popolazioni paleovenete risalgono tra il XII° e il X° secolo a.C..
Le prime notizie documentate risalgono al 1054 quando Fratta apparteneva al feudo del vescovo di Adria, Benedetto I°. Ai vescovi seguirono i domini dei Veronesi e degli Estensi fino al 1395, quando Fratta passò sotto la Repubblica di Venezia. Con il Congresso di Vienna del 1815 passò sotto la dominazione e vi rimase fino al 1866.
In questo periodo, Fratta visse la vicenda dei Carbonari, una delle più gloriose e dolorose del Risorgimento, che apri le porte dello Spielberg ai “Carbonari della Fratta”. Ogni anno, 2° sabato di Novembre, a Fratta Polesine si celebra il ricordo dei patrioti con una sfilata in costume. In questo piccolo Comune della pianura polesana ebbe i natali Giacomo Matteotti, ucciso dai fascisti il 10 giugno 1924, per le sue idee di democrazia e giustizia sociale: una storia che merita di non essere dimenticata.
L'edificio che sintetizza l'arte, la storia e la cultura di Fratta Polesine è Villa Badoer, detta “La Badoera”, dell'architetto vicentino Andrea Palladio, costruita nel 1570, dichiarata “Patrimonio dell'Unesco”. La villa in stile neoclassico è decorata all'interno e nel pronao con le grottesche del Giallo Fiorentino, riportate alla luce con i lavori di restauro compiti dall'Istituto regionale Ville Venete. Si può visitare nei giorni di giovedì, sabato e domenica con orario 10-12 e 15,30-18,30. Nella barchessa di destra di Villa Badoer, si trova il Museo archeologico nazionale di Fratta Polesine. Un museo molto ben allestito che espone, anche dal punto di vista didattico, i reperti archeologici del villaggio paleoveneto di Frattesina, che risalgono al periodo del “Bronzo finale” in Europa XII-X secolo a.C. (sba.ven.museofratta@beniculturali.it).
COME ARRIVARE A FRATTA POLESINE - Si raggiunge facilmente con l'automobile percorrendo la superstrada Transpolesana Rovigo - Verona o dalla provinciale Rovigo–Lendinara passando per Villanova del Ghebbo, entrambe collegate all'autostrada A4 Venezia- Bologna (caselli di Rovigo Sud- Villamarzana e di Rovigo).
DOVE MANGIARE - Quando si si va a Fratta non si può non assaggiare la cucina tipica locale: ristorante “A.Palladio”, ristorante “Villa Gardenia”, agriturismo “La Frattesina”.
Giovanni Boschetti

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