
I presidi di Cgil, Cisl e Uil e del sindacato di polizia, lunedì 19 dicembre, si sono tenuti anche davanti all'Ulss 19 di Adria, all'ospedale San Luca di Trecenta e alla casa di riposo di Badia Polesine. Lo sciopero dei dipendenti pubblici contro le riforme del governo Monti si è tenuto "in differita" rispetto alla mobilitazione dei lavoratori privati ma le motivazioni sono le stesse: ritengono la manovra Salva Italia iniqua e le organizzazioni sindacali vogliono essere consultate dall'esecutivo per definirla
Rovigo - "Se la politica ha fallito ed è stata commissariata con un governo tecnico, non può essere commissariata la democrazia". Valeria Cittadin, segretaria provinciale della Cisl polesana, riporta le motivazioni dello sciopero del pubblico impiego di lunedì 19 dicembre.
Sciopero che ha unito le sigle sindacali del settore funzione pubblica di Cgil, Cisl, Uil, del settore scuola e dei sindacati di polizia, come era successo lunedì 12 dicembre per i lavoratori del settore privato (leggi articolo). I lavoratori del pubblico impiego hanno scioperato "in differita" per via delle regole del contratto di lavoro che non permetteva lo sciopero in concomitanza con gli altri lavoratori ma le motivazioni della mobilitazione sono le stesse.
Così, in mattinata, un centinaio di dipendenti pubblici ha manifestato davanti alla Prefettura di Rovigo. I sit in sono stati organizzati anche davanti all'Ulss 19 di Adria, all'ospedale San Luca di Trecenta e alla casa di riposo di Badia Polesine, con lo stesso obiettivo: dare voce alle organizzazioni sindacali che vogliono essere coinvolte dal nuovo esecutivo nel tavolo di discussione sulla manovra finanziaria e le riforme che introduce.
"La nostra è una contestazione nel metodo - sottolinea Cittadin - perché il premier Monti ha detto che con le parti sociali dialogherà solo su temi legati al mercato del lavoro. Ma è una protesta anche nel merito delle riforme perché la manovra è iniqua e colpisce sempre le solite categorie: pensionati e dipendenti".
Una delegazione di rappresentanti sindacali è stata ricevuta dal viceprefetto Carmine Fruncillo. Gli hanno spiegato che per "salvare l'Italia" innanzi tutto chiedono una tassa patrimoniale seria che coplisca i redditi più elevati, serve poi una dura lotta all'evasione fiscale, inoltre "siamo contrari alla tassazione indiretta che porta l'Iva al 23% - spiega Cittadin - e toglie ai cittadini la possibilità di spendere, quindi rallenta l'economia. Infine è impensabile alzare improvvisamente l'età pensionabile passando al sistema contributivo".
In merito alla riforma del sistema previdenziale, qualche lavoratore del reparto di geriatria dell'Ulss ha prospettato una situazione paradossale: "Di questo passo, nel nostro reparto ci saranno degli anziani che assisteranno altri anziani".
Elisa Barion

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