SOCIETA' PARTECIPATE ROVIGO Braccio di ferro tra centrodestra e centrosinistra sul Consorzio per lo sviluppo. L'assessore Matteo Zangirolami lancia la proposta finale: due mesi per cambiare la mission dell'ente o si passa alle vie legali

Ultimatum al Consvipo

Gino Alessio, Matteo Zangirolami e Alessandro Ferlin
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E' battaglia tra centrodestra e centrosinistra sul Consorzio per lo sviluppo del Polesine. Da una parte i soci in quota al centrodestra vorrebbero che l'ente fosse completamente rivisto, sia nella mission che nello statuto (che di fatto impedisce ad un comune socio di uscire dalla compagine societaria), dall'altra la presidente della Provincia Tiziana Virgili ed il presidente di Consvipo Angelo Zanellato (foto a lato) in quota Pd ribadiscono che lo statuto è legittimo. Il coordinatore provinciale del Pdl Mauro Mainardi caldeggia il ricorso al Tar per le amministrazioni che vogliono recedere dal Consvipo, l'assessore comunale Matteo Zangirolami lancia un ultimatum: due mesi di tempo per concordare un cambio di strategia



Rovigo - Il 2011 si chiude all'insegna dei contrasti tra centrodestra e centrosinistra sul Consorzio per lo sviluppo del Polesine. All'indomani dell'assemblea dei soci,  la Provincia detiene il 44,6% delle quote mentre il resto è suddiviso tra 48 comuni (Rovigo detiene il 10,6%) e la Camera di commercio (che ha il 3,2%), svoltasi mercoledì 28 dicembre, si riaccendono le polemiche sul ruolo dell'ente e sulla possibilità per i Comuni soci di uscire dalla compagine societaria.

Da una parte Matteo Zangirolami, assessore comunale di Rovigo alle società partecipate, Alessandro Ferlin, sindaco di Lendinara e Gino Alessio, sindaco di Villadose, lanciano un ultimatum di due mesi al Consorzio per modificare il proprio statuto.
Dall'altra il presidente Angelo Zanellato (in quota Pd) e la presidente della Provincia Tiziana Virgili si rendono disponibili a discutere tali modifiche ma ribadiscono che lo statuto del Consorzio è a norma di legge.

A questo punto, i Comuni di centrodestra che hanno deliberato in consiglio comunale di uscire dall'ente (Adria, Porto Viro e Pettorazza Grimani), o che decideranno di uscirne, minacciano di ricorrere al Tar per far valere quello che ritengono un "principio di civiltà", come spiegato dall'assessore Zangirolami: "In democrazia non esiste che non si possa rescindere da un contratto, assumendosene tutti gli oneri e le responsabilità che questo comporta". Come a dire: uscire dal Consvipo comporta il pagamento di un indennizzo? I Comuni sono pronti a pagarlo.

Poco importa se le tabelle presentate dal presidente Zanellato indicano che a fronte della quota societaria pagata da ogni Comune, gli importi incassati per le attività del Consvipo siano di gran lunga superiori. Per il sindaco Alessio: "Quanto fatto dall'ente va riconosciuto, però non corrisponde alla sua mission", per Zangirolami, "se il ruolo del Consvipo è quello di intercettare i finanziamenti europei, meglio che i Comuni si appoggino a Veneto sviluppo, società della Regione Veneto, che fa la stessa cosa a costo zero - sottolinea -. Ed è disponibile ad aprire uno sportello sul territorio senza costi per le amministrazioni".

Qual dovrebbe essere la mission? "Dovrebbe occuparsi solo dello sviluppo del Polesine - risponde Ferlin - ovvero progetti di marketing, marketing territoriale ed agevolazioni alle aziende".

Durante l'assemblea, lamentano i sindaci e Zangirolami, la maggioranza dei soci ha bocciato la proposta dello stesso Zangirolami di ridurre del 10% la quota corrisposta dagli enti soci, quote che incidono sul bilancio del Consvipo per circa il 50% e, quindi, la riduzione si tradurrebbe in un -5% di entrate. "Il Consvipo dovrebbe vivere di libero mercato" commenta Ferlin.

Ad ogni modo, Zangirolami, Ferlin e Alessio vorrebbero evitare le azioni legali ventilate da Mauro Mainardi, coordinatore provinciale del Pdl: "E’ inaccettabile che un comune non abbia la libertà di scegliere se fare parte o meno di un consorzio - aveva affermato giovedì 29 dicembre -. E’ un sistema che va ribaltato. Per questo, o si troverà una soluzione o siamo pronti ad adire le vie legali con una class-action davanti al Tar".

Affermazioni alle quali Zanellato ha prontamente replicato: "Quel che lui definisce “diritto di veto riconosciuto dallo statuto del Consvipo” e sul quale, addirittura, minaccia “una class action davanti al Tar”, non è altro che il rispetto di un indirizzo di legge, contenuto nel secondo comma del Dpr 902 del 1986 che, vigente, determina che “Ognuno degli enti uniti in Consorzio può ottenere di cessare dal farne parte purché intervenga il consenso di tutti gli altri enti consorziati”. Una regola valida per tutti gli enti consortili". Tiziana Virgili è ancora più chiara: "Se Mainardi vuole ricorrere lo faccia, ma alcune sentenze del Tar che hanno giustificato il recesso unilaterale di alcuni soci, sono state ribaltate dal Consiglio di Stato".

"Cerchiamo una soluzione - spiega Zangirolami - perché si vorrebbe evitare il ricorso". Per questo lancia l'ultimatum: "Se entro due mesi non si cambia strategia e non registriamo dei segnali tangibili di cambiamento, continuiamo la nostra battaglia". Del resto, secondo Alessio, "sono passati diversi mesi da quando in Provincia è stato convocato un tavolo dalla presidente Virgili per rivedere il ruolo dell'ente ma da allora non è stato fatto più nulla".

 

Elisa Barion

30 dicembre 2011

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