
Ottimismo, ma solo perchè deprimersi non serve a nulla. Luci ed ombre per le attività commerciali di abbigliamento in centro storico. I servizi televisivi ed i titoli di giornale dedicati alla crisi economica nazionale hanno disincentivato gli acquisti natalizi, il primo giorno di saldi sembra comunque essere beneaugurante
Rovigo - Ci siamo: giovedì 5 gennaio anche a Rovigo sono iniziati i saldi, come in tutto il Veneto e in altre 14 regioni d'Italia.
Facendo un giro in cinque negozi di abbigliamento del centro, dislocati tra via X luglio, piazza Garibaldi e via Miani, abbiamo colto l'occasione per chiedere ai titolari un bilancio delle vendite nel periodo natalizio.
E le opinioni sulla questione sono discordanti. Per alcuni, infatti, la crisi ha frenato gli affari. E' il caso di Alessandra Barbini del negozio Desigual in via X luglio e di Silvia del negozio Niko & Niko di via Miani. Se per Barbini gli affari di Natale hanno segnato un calo del 25% rispetto alle vendite dello stesso periodo del 2010, per il negozio Niko & Niko segnano un -50%.
"Il periodo natalizio è andato male - fa sapere Alessandra Barbini - e oggi, primo giorno di saldi, l'affluenza è molto bassa".
Il calo per entrambi è da imputare al "terrorismo" che fa la televisione. "La gente ha paura a spendere - spiega Silvia - perché percepisce che il periodo di crisi è particolarmente critico". Nel suo caso, a questa constatazione si aggiunge il fatto che via Miani è "una strada del centro dimenticata dall'amministrazione comunale - sottolinea - perché siamo tagliati fuori dalle attività organizzate per rivitalizzare il centro storico". Per questi motivi Niko & Niko è partito con una percentuale di sconto al 50%, mentre le altre attività sono partite dal 30%.
Il primo giorno di saldi è stato buono per Dino Cominato del negozio L'uomo di vicolo Ponchielli e per Monica Casellato di Paola Prata in piazza Garibaldi. A loro avviso, ciò che premia le vendite è l'esperienza e la professionalità nell'assistere i clienti e la qualità della merce in vendita. Entrambi hanno alle spalle un'esperienza più che ventennale nel settore del commercio. Cominato fa sapere: "La partenza è stata buona. E' chiaro che in periodi di crisi come quello attuale, è necessario "chiudersi denti il proprio negozio", lavorare sodo e proporre dei prodotti di qualità".
Certo che, a suo avviso, servirebbe un piano del commercio che distribuisca in modo oculato le attività lungo le vie del centro in modo che i cittadini possano farsi un'idea ampia dell'offerta commerciale e decidere, in modo più consapevole, dove fare acquisti.
Monica Casellato del negozio Paola Prata, sottolinea: "Nel periodo natalizio ho lavorato più dell'anno scorso. E il trend positivo continua anche oggi con i saldi". Alle voci di Casellato e di Cominato si aggiunge quella di Antonella Piva, del negozio Vaniglia e cacao abbigliamento per bambini. "Dopo venti anni di attività ho imparato a gestire i periodi di crisi. E' una capacità necessaria soprattutto per chi ha un negozio di fascia medio-alta come il mio".
Elisa Barion

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