
Quarta e penultima opera della 196a stagione lirica del teatro Sociale di Rovigo in scena sabato 14 gennaio e domenica 15. La musica frizzante di Nino Rota sarà diretta da Giovanni Di Stefano. Una regia, quella di Elena Barbalich, che enfatizza il fantastico e l'assurdo e che dà vita alla farsa che pullula di personaggi
Rovigo - La 196 stagione lirica del teatro Sociale, riprende con Il cappello di paglia di Firenze, in scena sabato 14 gennaio alle 20.30 e in replica domenica 15 gennaio alle 16.
Si tratta di una farsa musicale in 4 atti di Nino Rota, una musica fresca e frizzante, scritta nel 1945 ma che andò in scena solo nel 1955. L'opera è basata sulla farsa Un chapeu de paille d'Italie scritta da Eugèene Labiche e Marc-Michel nel 1851.
Il libretto de Il cappello di paglia di Firenze è di Nino Rota e della madre Ernesta Rinaldi.
La realizzazione dell’opera che andrà in scena a Rovigo è un nuovo allestimento della coproduzione del teatro Sociale di Rovigo, dei Teatri del circuito Lirico Lombardo e del teatro dell’Opera Giocosa di Savona.
Maestro concertatore e direttore d’orchestra è Giovanni Di Stefano, regia di Elena Barbalich, scene e costumi di Tommaso Lagattolla, maestri del coro sono Antonio Greco e Diego Maccagnola. L’orchestra è la Sinfonica di Sanremo, il coro Aslico del Circuito lirico lombardo.
Gli interpreti Leonardo Cortellazzi (14/01) e Fabrizio Paesano (15/01) sono Fadinard; Domenico Colaianni è Nonancoury; Marianna Vinci è la baronessa di Champigny; Manuela Cucuccio e Anna Maria Sarra sono Elena e/o Anaide (il 14 gennaio Elena è interpretata da Manuela Cucuccio e Anaide da Anna Maria Sarra, il 15 gennaio l’inverso).
Filippo Fontana è Beaupertuis, Simone Alberti è Emilio, Raoul d’Eramo è sia lo zio Vezinet che il Visconte Achille, Silvia Giannetti interpreta la modista, Roberto Covatta è Felice.
La trama. Fadinard, nel giorno delle sue nozze con l'amata Elena, passeggia con il suo cavallo, quando questi mangia il cappello di paglia di Firenze di Anaide, in dolce conversazione con l'amante Emilio.
Anaide pretende un altro cappello, per non far ingelosire il gelosissimo marito Beaupertuis. Fadinard allora va prima dalla modista, poi dalla baronessa di Champigny, che ne ha uno uguale. La baronessa però lo scambia per un violinista che doveva tenere un concerto, e trattiene Fadinard. Fadinard riesce a spiegare la situazione, ma la baronessa spiega che ha appena dato il suo cappello alla nipote: la signora di Beaupertuis.
Si reca allora da Beaupartuis, seguito dal padre di Elena e dagli invitati, al barone, che si è insospettito per l'assenza della moglie.
Tuttavia Fadinard capisce che la signora di Beaupertuis è Anaide. Il futuro suocero minaccia di mandare a monte le nozze, e, quando tutto sembra perduto, arriva lo zio sordo che presenta il suo regalo di nozze: un cappello di paglia di Firenze. Anaide può così tornare a casa, e Fadinard può sposare Elena.

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