SICUREZZA ADRIA (ROVIGO) Decreto “svuota carceri”, Omar Barbierato del movimento Impegno comune interroga il prefetto Romilda Tafuri sulla situazione delle strutture sul territorio provinciale

Stanze di sicurezza, quale dotazione in Polesine

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Il decreto "svuota carceri" del governo Monti prevede che le persone processate per direttissima e in attesa di giudizio vengano trattenute in apposite camere di sicurezza anziché in carcere. Omar Barbierato del movimento civico Impegno comune di Adria chiede al prefetto Romilda Tafuri se i comuni di Rovigo ed Adria dispongano di strutture idonee per trattenere i fermati



Adria (Ro) – “Qual è la situazione delle camere di sicurezza del nostro comune e nella provincia?”, è la domanda che Omar Barbierato del movimento civico “Impegno Comune di Adria” rivolge al prefetto Romilda Tafuri.
“Le parole del vice capo della polizia Cirillo – continua -, nella sua relazione alla commissione giustizia del senato sul decreto “svuota carceri”, sono preoccupanti. Il decreto in questione prevede che le persone arrestate e processate per direttissima vengano trattenute in apposite stanze di sicurezza invece di essere tradotte in carcere”.

Lecita la domanda quindi, per sapere se anche nel rodigino e nel comune adriese vi siano strutture idonee che possano ospitare persone in attesa di giudizio, oltre che a capire se le forze dell'ordine siano effettivamente preparate ed organizzate per riuscire a garantire un corretto servizio di vigilanza sui fermati.

“Esiste il pericolo di togliere personale da altri incarichi vitali, visto il blocco delle assunzioni e i tagli alla spesa pubblica effettuati dal governo Berlusconi e mantenuti dall’attuale governo Monti? - domanda ancora Barbierato - La sicurezza dei cittadini di Adria e del Polesine e il lavoro di polizia, carabinieri, guardia di finanza verranno messi in difficoltà da questo nuovo decreto?”.

Lo stesso denuncia i problemi della questura di Adria: “Ho notato che l’ascensore è guasto; come può una persona impossibilitata a salire i gradini  accedere al primo piano; non rappresenta questo un problema per il personale della Polizia di Adria, al fine di offrire il miglior servizio alla propria comunità?”.

 

N.C.

9 gennaio 2012

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