ISTRUZIONE VENETO L'assessore regionale Elena Donazzan in difesa degli abilitati e abilitandi esclusi dalle graduatorie ad esaurimento

Il paradosso degli autorizzati senza diritto all'insegnamento

L'assessore regionale Elena Donazzan con Ferruccio Melappioni e Maria Chiara Fiscon
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L'assessore regionale Elena Donazzan si fa carico della situazione discriminatoria in cui permangono gli abilitati e abilitandi immatricolati all'insegnamento dal 2008 al 2010. Il decreto ministeriale di maggio 2011 li penalizza e confina in una sorta di limbo che impedisce loro di essere inseriti sia nelle graduatorie per l'insegnamento pre riforma che in quelle attuali, senza nessuna norma transitoria che li abbia presi in carico



Venezia - "Studenti in una situazione di limbo", dice l'assessore regionale all'istruzione Elena Donazzan, fotografando la discriminante in cui si sono venuti a trovare gli abilitati e gli abilitandi, immatricolati all'insegnamento dal 2008 al 2010, esclusi dalle graduatorie ad esaurimento 2011-2013 secondo il decreto ministeriale n. 44 del 12 maggio 2011. Ferruccio Melappioni e Maria Chiara Fiscon, rappresentanti veneti degli studenti di corsi di laurea triennale di scienza della formazione primaria, che abilita all'insegnamento nelle scuole per l'infanzia e nelle scuole primarie, hanno consegnato 500 firme di loro colleghi per chiedere alla Regione Veneto di attivarsi per individuare una soluzione a questa situazione discriminatoria che punisce questi studenti per i quali non vale né l'ordinamento prima della riforma né quello attuale. 

 

L'Assessore ha assicurato che il 19 gennaio, data in cui si troveranno a Roma gli assessori regionali all'istruzione, e in cui parteciperanno all'audizione della IX commissione parlamentare, presente il ministro Profumo, sarà posta la questione anacronistica e discriminatoria cui si dovrà assolutamente trovare una soluzione. "Il paradosso - dice la Donazzan, appoggiando in toto le rimostranze degli studenti - è che le università stesse hanno percorsi diversi che penalizzano gli studenti migliori, quelli che fanno più tirocinio, in particolare i veneti e quelli del nord Italia". E conclude "La situazione deve essere corretta nell'interesse stesso della scuola dove deve prevalere il merito e la competenza".

11 gennaio 2012

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