
La capogruppo Pd in consiglio regionale Laura Puppato e Graziano Azzalin proporranno un ordine del giorno all'aula per l'istituzione di un parco interregionale del delta del Po insieme alla Regione Emilia Romagna, gestito da tecnici della promozione turistica. Ma il presidente dell'ente parco polesano, Geremia Gennari, boccia la proposta: "I rapporti strategico politici con il parco dell'Emilia Romagna sono negativi"
Ariano nel Polesine (Ro) – Il capogruppo Pd in consiglio regionale Laura Puppato ed il collega di partito, Graziano Azzalin, rilanciano l'idea del parco interregionale del Delta del Po, per approfittare del nuovo assetto dei parchi ancora in fase di studio da parte della Regione.
I due proporranno un ordine del giorno dedicato perché è “il momento per un cambiamento di rotta sul Parco del Delta del Po sembra essere arrivato. Il consigliere regionale del Pdl Mauro Mainardi, con una buona dose di autocritica ha affermato che attualmente l’ente di gestione è come una grande Pro loco, ma purtroppo è forse addirittura qualcosa di meno”.
Guardare in direzione dell'Emilia Romagna, dopo che questa ha approvato, lo scorso 23 dicembre, la legge della riorganizzazione delle aree protette, istituendo un unico ente di gestione per le aree protette delle province di Ferrara, Ravenna e Bologna.
Ma è il presidente del parco veneto, Geremia Gennari, a smorzare gli entusiasmi: “Rispetto le opinioni di tutti e sono pronto anche a un confronto – commenta – ma l'apertura non deve essere una cosa univoca. Vista la mia esperienza diretta di questi ultimi tempi, posso dire che i rapporti strategico politici con il parco dell'Emilia Romagna sono negativi”.
Un amore a senso unico? Lo stesso presidente spiega come vi sia una sorta di indifferenza nell'altra sponda del Po: “Dovranno essere le due Regioni a concordare” conclude poi Gennari.
L'ordine del giorno presentato dai due consiglieri regionali sarà speculare a quello presentato dai colleghi emiliano romagnoli: “Perché solo da una collaborazione che superi confini e schieramenti si può smuovere il Parco dalla palude decisionale e dalle secche di inattività in cui è finito” continuano Puppato e Azzalin.
I passi per iniziare sarebbero i seguenti: aprire un dialogo con l'Emilia Romagna e rafforzare l’impegno delle istituzioni e cercare di coinvolgere portatori di interessi e cittadini.
“In questo mi sento di concordare con Mauro Mainardi (consigliere regionale del Pdl ndr) – conclude poi Azzalin – quando sostiene che la politica debba fare un passo indietro per quanto riguarda la gestione dell’ente lasciando il passo a tecnici della promozione turistica: troppo a lungo abbiamo assistito a miopi giochi di potere che hanno di fatto rinchiuso il Parco in una dimensione localistica ed autoreferenziale”.
Nicola Cappello

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