
Grazie alle fonti rinnovabili, i cittadini diventeranno produttori e fruitori di energia. Ecco che, secondo Gianni Nonnato (foto a lato) del Psi di Rovigo, le grosse multnazionali del settore, che producono energia dai combustibili fossili (una fonte in esaurimento) perderanno il potere economico e l'influenza politica di cui godono, a meno che non si adeguino. Così Nonnato spiega l'affermazione dell'ad di Enel "Cominciamo a cambiare. Il futuro ci seguirà"
Le case discografiche con la diffusione di Internet hanno visto quasi annullato il proprio fatturato in conseguenza del fatto che i giovani si scambiano i “file” musicali in rete. Non avevano saputo cogliere per tempo la novità rappresentata dal “potere distribuito” di Internet. La terza rivoluzione industriale, sugli stimoli di Jeremy Rifkin, sta rapidamente coniugando le tecnologie di comunicazione con le reti di distribuzione dell’energia elettrica prodotta da milioni di fonti decentrate: dalle abitazioni alle fonti più diverse di energia rinnovabile. Sole, vento, acqua, geotermia.
L’Unione europea già nel maggio del 2007 ha deliberato di sviluppare e sostenere questo settore, favorendo le tecnologie di immagazzinamento dell’energia, soprattutto l’uso dell’idrogeno. L’impegno dell’Unione europea è quella di convertire 190 milioni di abitazioni in micro centrali di generazione e trasformarsi in una società a “zero emissioni di carbonio”. La scelta strategica è quella di evitare il ricorso ai combustibili fossili, all’uranio ed alle false rinnovabili.
Queste, tra l’altro, sono fonti energetiche in mano a gruppi di potere dalla forte influenza politica e che, per di più, stanno determinando pesantemente le condizioni di vendita. Le fonti di energia rinnovabile sono ovunque, sono di tutti e dureranno fino alla fine del mondo. Oltretutto non sono soggette al ricatto di nessuno. Questa scelta, che sta rivoluzionando profondamente il modo di costruire, servirà concretamente al rilancio del settore edile e delle tecnologie collegate, ma sta mettendo in discussione anche la visione centralistica del potere economico e politico.
Le nuove superstrade per il trasporto degli elettroni e delle informazioni stanno trasformando la rete elettrica in una rete infoenergetica, permettendo a milioni di cittadini di diventare, allo stesso tempo, produttori e fruitori di energia e informazioni senza il filtro delle multinazionali voraci. Questa è la strada che oltre a contrastare il centralismo manipolatorio consentirà di dare un duro colpo alle potenti lobby che hanno finora pesantemente condizionato la politica e la pubblica amministrazione. Cambierà, quindi, non solo il modo di gestire le imprese, ma anche il modo in cui pensiamo la politica.
L’ad di Enel in questi giorni ha affermato: “Cominciamo a cambiare. Il futuro ci seguirà”. Che questo nuovo scenario abbia niente a che fare con i comportamenti dilatori di Enel relativamente alla riconversione della centrale di Porto Tolle?
E mail inviata da
Gianni Nonnato
Psi Rovigo

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