RUGBY AMLIN CHALLENGE CUP A quattro minuti dall'ottantesimo i London Wasps infilano le due mete che gli permettono di mettere al sicuro la vittoria contro la FemiCz Rovigo. 11-32 il risultato finale

Cala la nebbia al Battaglini

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I bersaglieri si piegano alle api londinesi solamente a quattro minuti dalla fine. La stanchezza permette agli ospiti di trovare i due varchi per mettere a sicuro la partita. Finisce con un risultato che però non rispecchia il vero andamento della partita (11-32) incerta sino alla fine

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Rovigo – Il Rovigo saluta il pubblico del “Battaglini”, finalmente un po' più vistoso e rumoroso del solito, per l'ultima partita di Amlin Challenge Cup con la sconfitta, preventivata, al cospetto dei London Wasps. 32 a 11 il punteggio finale, ma visto l'andamento complessivo si può tranquillamente affermare che il FemiCZ-Vea ha tenuto testa alla pari ai mostri sacri inglesi e se alla fine fosse stato conquistato il bonus difensivo (a 5' dalla fischio finale si era sul 18-11 per gli inglesi) sarebbe stato più che meritato e legittimo. Le “vespe” di Dai Young non hanno punto più di tanto e sono riuscite a segnare le mete per il bonus offensive grazie a vari errori individuali dei bersaglieri e alle maglie larghe rossoblu degli ultimi spiccioli di match, quando la benzina, mentale più che fisica, del motore Femi-CZ era ormai finita. Eppure i Wasps hanno schierato in campo i titolari, giocatori di esperienza internazionale, di caratteristiche fisiche e di qualità tecniche molto superiori al Rovigo, sono partiti decisissimi al kickoff di Cardonat (uno dei migliori arbitraggi visti al “Battaglini”, si spera che gli arbitri italiani studino bene il video della partita, probabilmente dirigerà il Derby Rovigo-Petrarca ) per cercare di imporre il proprio gioco, ma hanno commesso parecchi errori negli assist e poi, piano piano, hanno infranto le proprie iniziative sulla difesa dei bersaglieri che spesso, specie nel secondo tempo, è montata in cattedra e ha davvero impensierito la cabina di regia inglese come al 27' quando il maori Flutey non ha potuto far altro che cercare il guadagno territoriale al piede dopo che il multifase a largo non aveva prodotto nemmeno un metro di avanzamento sul muro rodigino. Era proprio Rovigo, umile, tenace e volitivo col pack, a passare per primo in vantaggio con Duca che piazza un penalty per l'offside inglese sull'apertura ai trequarti. Neanche il tempo di rifiatare che il pivot inglese Jones planava in meta riciclando Berry incuneatosi a fondo schieramento di touch rodigino lasciato colpevolmente sguarnito. E anche più tardi, la seconda meta inglese era frutto di un regalo dei backs rodigini su un pallone innocuo. Prima frazione sotto di sei punti ma con un Rovigo lucido e calmo nelle consegne tattiche e nella gestione del pallone senza sbavature. Gli esordienti Ferro e Merlo hanno giocato senza alcun timore reverenziale e Merlo ha aggiunto un'ottima gara nel posizionamento in campo, mai sorpreso dai velenosi calci di spostamento di Davis e Southwell che per tutto il match hanno cercato di saggiare la sicurezza del mediano rodigino: meritatissimo man of the match per lui.

Il secondo tempo è stato il capolavoro, almeno fino agli ultimi dannati 5 minuti di partita, della squadra di Polla Roux: possesso gestito con pazienza e determinazione dagli avanti (Lombardi superbo per generosità, qualità e continuità, Ravalle stupendo per la sua capacità di leggere la prima linea di difesa avversaria), difesa a volte perfetta, capace di impedire l'avanzamento a sette fasi in linea delle “vespe”. E quando Van Niekerk, all'ottavo minuto, rompeva il placcaggio da par suo e passava palla in corridoio esterno a Pace, si materializzava la meta del Rovigo: Samu calciava un malizioso grubber verticale, Houghton veniva sorpreso dal rimbalzo del pallone che veniva raccolto da Pace in tuffo acrobatico! Duca falliva la trasformazione altrimenti il Rovigo sarebbe passato a condurre nel punteggio. Fino alla fine il Rovigo ci ha creduto e gli inglesi per due volte hanno cercato di piazzare in mezzo ai pali piuttosto che cercare lo schema per una meta, inequivocabile segno di necessità di vincere prima di tutto. Poi è arrivata la nebbia sul “Battaglini”, i bersaglieri hanno perso l'orientamento, gli inglesi ovviamente no e negli ultimi cinque minuti, con le invenzioni individuali della coppia Simpson-Davis, più che dal gioco manovrato, le Vespe toccavano due volte in area di meta rodigina e si regalavano un preziosissimo, ma a quel punto insperato, punto di bonus. Perdere con i London Wasps era previsto, perdere così va bene, i bersaglieri e lo staff tecnico hanno certamente capito come impostare e soprattutto gestire una partita con un avversario più forte. Ora rimane di capire come impostare e gestire le partite che contano in Eccellenza, con avversari meno forti. 

Rugby Rovigo vs London Wasps 11-32 (6-12)
Marcatori: 1° tempo 11' cp Duca (RO) (3 – 0), 13' mt Jones (LW) (3 - 5), 30' cp Duca (RO) (6 – 5), 32' mt Daly (LW) tr. Davis (6 - 12) 2° tempo 48' mt Pace nt. (RO) (11 – 12), 52' cp Davis (LW) (11 - 15)

Femi-CZ VEA Rugby Rovigo Delta: S. Basson; S. Pace, J. Van Niekerk, R. Pedrazzi, R. Pavan; D. Duca, M. Merlo; M. Ferro, E. Lubian, A. Persico; J. Montauriol, D. Tumiati; O. Lombardi, L. Mahoney (cap.), A. Ceglie. Subentrati: D. Giazzon, G. Datola, M. Ravalle, A. De Marchi, M. Wilson, G. Bustos, L. Lubian e T. Reato.
All. Roux

London Wasps: H. Southwell; R. Haughton, E Daly, R Flutey, J Wallace; R Davis, N Berry;; S. Jones, J. Poff, J Harris; M. Wentzel (cap.) , J. Burton; B. Broster, R. Webber, T. Payne. 
Utilizzati: M. Everard, J. Simpson e C. Mayor.
All. Young

arb. Laurent Cardona (France)
g.d.l. Salem Attalah e Alexandre Ruiz (France)
Note: giornata soleggiata, temperatura inizialmente mite (9°) diminuita nel finale (4°) con la discesa della nebbia, 1.200 spettatori 
Punti conquistati in classifica: Femi-CZ VEA Rovigo Delta 0 - London Wasps 5

 

 

14 gennaio 2012

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