
Dopo la relazione del presidente Angelo Zanellato in aula a palazzo Celio, lunedì 16 gennaio, nessun consigliere ha affermato che il Consvipo è inutile. Tant'è che in vista dell'abolizione della Provincia potrebbe diventare l'ente che coordina lo sviluppo dei 50 comuni del territorio, ad esempio intercettando i finanziamenti europei. La proposta ha trovato il favore del Pdl e della Lega Nord a patto che venga cambiato lo statuto dell'ente in modo che i Comuni che vogliono uscire dalla compagine societaria possano farlo
Rovigo - Quale ruolo per il Consorzio di sviluppo del Polesine? Una risposta a questa domanda che da mesi tiene banco tra il centrosinistra ed il centrodestra è stata ipotizzata in consiglio provinciale lunedì 16 gennaio.
Quando verrà abolita la Provincia, il Consvipo si candida ad ente che fungerà da coordinatore dello sviluppo dei Comuni polesani. E l'ipotesi mette tutti d'accordo, in modo bipartisan. Da una parte accontenta i consiglieri di centrosinistra che fanno muro a difesa dell'ente contro il centrodestra, ovvero Pdl e Lega Nord, che più volte ne ha chiesto la chiusura.
Soddisfatti anche i consiglieri di centrodestra perché lo vedrebbero svolgere un ruolo utile che al momento ritengono non abbia dato che, come ha sottolineato il consigliere Pdl Filippo Carlin in aula, "è poco appetibile dato che ha una certa età" e necessita di essere ammodernato.
Carlin però ha rivolto una richiesta al presidente del Consvipo Angelo Zanellato presente in consiglio: "Tutti valutano positivamente quello che ha fatto l'ente per il territorio negli ultimi 35 anni. Vorrei solo che fosse data la possibilità ai Comuni soci di uscire dalla compagine societaria". Nessun ultimatum, quindi, da parte di Carlin, a differenza di quanto affermato nelle scorse settimane dal coordinatore provinciale Pdl Mauro Mainardi e dall'assessore comunale di Rovigo Matteo Zangirolami (leggi articolo), che hanno dato due mesi di tempo al Consvipo per modificare il proprio statuto ed esaudire questa richiesta ("altrimenti i Comuni che voglio uscire ricorreranno al Tar" avevano annunciato).
A Mainardi ha risposto il consigliere Pd Giuseppe Traniello Gradassi: "La questione del Consvipo è stata messa all'ordine del giorno di un consiglio monotematico perché l'ente negli ultimi tempi ha subito continui attacchi. Eppure Mainardi ha fatto parte del suo cda per anni".
Se Carlin ha ridefinito la posizione del Pdl rispetto al Consorzio, anche la Lega Nord ha fatto lo stesso mettendo in luce, tra l'altro, la spaccatura politica (leggi articolo) tra il segretario provinciale Antonello Contiero e il consigliere Ivano Gibin (i due hanno addirittura cambiato posto tra i banchi dell'opposizione e da oggi non sono più seduti vicini). Gibin è favorevole ad istituire un tavolo di discussione per rivedere la mission del Consvipo: "Se il Consorzio chiude - ha affermato - chi governerà i processi economici della provincia? Incontriamoci per modificarne lo statuto. Del resto se tutti i soci vogliono rilanciarlo, l'ente avrà una grande utilità. Infatti noi non abbiamo mai detto che non è utile".
Pochi minuti dopo, le affermazioni di Gibin (foto a lato) sono state smentite da Contiero: "Quando mi sono candidato a presidente della Provincia avevo messo nel mio programma elettorale la chiusura del Consvipo". Una posizione, la sua dettata dall'esito dell'accordo tra Provincia ed Edison per il terminal gasiero Adriatic Lng a Porto Levante, a cui anche il Consvipo ha partecipato: "12,5 milioni di euro in 25 anni di indennizzo. Le altre province se li fanno dare in un anno: ecco cos'ha fatto il Consorzio finora. L'ente ha diversi anni ma non ha esperienza e lo mandiamo giro a fare accordi per il territorio".
In vista dell'abolizione della Provincia, Contiero comunque non lo boicotta: "Il centrosinistra apra un tavolo di discussione e renda flessibile l'entrata e l'uscita dei Comuni entro 30/60 giorni, se vuole che il Consvipo sia l'ente che coordina il territorio".
Se questo non accadrà, Contiero si allinea all'ex alleato Mainardi: "I Comuni governati da Pdl e Lega che hanno deliberato di uscire dall'ente smetteranno di pagare la quota societaria e apriranno un contenzioso".
Elisa Barion

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