
La segnalazione della Lipu (leggi articolo) sulla presenza di cacciatori nel parco del Delta del Po che non rispettano le regole con l'appello di bracconieri non è accettata dal partito politico Caccia Ambiente, che attraverso il proprio segretario nazionale, puntualizza la situazione. L'area fotografata, uno scanno di Boccasette, è area libera per la caccia, i cacciatori hanno regolare porto d'armi e il richiamo acustico, se c'era, non era in funzione. L'ufficio Caccia e pesca della Provincia di Rovigo specifica che l'utilizzo dei richiami elettromagnetici è vietato, ma che la Cassazione ne ha vietato anche la detenzione
Rovigo - Il partito politico Caccia Ambiente non ci sta alla definizione di bracconieri riferita ai cacciatori dell’episodio, riportato attraverso un reportage fotografico dalla Lipu sulle coste di Boccasette nel Delta del Po, accaduto il 7 gennaio scorso (leggi articolo).
Un volontario dell’associazione animalista e sua moglie hanno raccontato, durante una passeggiata sul Delta del Po a Boccasette, di essere stati attirati dai richiami acustici per gli animali e dopo aver seguito il segnale di aver incontrato sulla spiaggia “un paio di capanni piazzati sulla spiaggia verso il mare, con i richiami galleggianti in mare eretti in vista due altoparlanti che sparano i richiami alle anatre”. La testimonianza diretta del volontario è presentata con una sequenza fotografica sul sito www.lipupadova.it/deltapo.html.
“L’attività venatoria esercitata dai cacciatori ritratti in foto - puntualizza l’avvocato Angelo Dente, segretario nazionale del partito - si svolgeva in zona libera e non in parco”.
Dall’ufficio Caccia e pesca della Provincia di Rovigo arriva la conferma che la zona di competenza del Parco Delta del Po non arriva a nessuna spiaggia perché la legge istituiva del parco prevede che le zone come gli arenili dal battente dell’onda per 30 metri verso l’interno non siano zona protetta, il parco inizia dai 30 metri in poi verso l’interno. La sequenza fotografica della Lipu ritrae il capanno temporaneo su uno scanno di Boccasette, a questo punto in zona libera per la caccia.
Dente precisa ancora che “i soggetti erano tutti muniti di regolare porto d’armi e, dunque, da non considerare bracconieri e che il richiamo acustico della foto è uno stampo di trampoliere”.
Le foto sono più d’una: in una c’è un cacciatore che posiziona in acqua gli stampi, ovvero la riproduzione in legno in plastica di anatidi o di altri uccelli, strumentazione regolare. Un'altra foto invece mostra due richiami acustici posizionati accanto al capanno.
L’ufficio provinciale Caccia e pesca specifica che la normativa vieta l’utilizzo dei richiami acustici a funzionamento elettromagnetico, mentre la giurisprudenza, nella fattispecie la Cassazione ne ha vietato anche la detenzione.
La Lipu d’altro canto precisa, attraverso il portavoce dell'associazione Andrea Mazza, l’uso dei termini: “Per noi il bracconaggio è una caccia di frodo che non rispetta la legge. Una caccia con strumenti illegali è a tutti gli effetti bracconaggio”.

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