
Per far uscire i comuni dalla compagine societaria, secondo il presidente del Consvipo Angelo Zanellato è necessario modificare una norma nazionale sugli enti consortili. Per sollecitare la modifica, ha scritto una lettera ai parlamentari polesani Luca Bellotti ed Emanuela Munerato. In vista dell'abolizione della Provincia, il Consvipo potrebbe essere l'ente coordinatore dello sviluppo del Polesine: "Ipotesi realizzabile - spiega - dato che è uno strumento scelto dai Comuni"
Rovigo - Sì ad un dibattito sulle funzioni che il Consvipo svolge per il Polesine, no ad una discussione sulla sua utilità. All'indomani del consiglio provinciale monotematico dedicato alle prospettive future del Consorzio per lo sviluppo del Polesine, il presidente del cda Angelo Zanellato fa il punto della situazione dopo aver raccolto gli spunti dell'aula, lunedì 16 gennaio (leggi articolo).
Che sia uno strumento utile per il territorio polesano non ci piove, secondo le sue parole, dato che le province vicine (Cremona e Verona per citarne un paio) ce lo invidiano, tant'è che Zanellato sta incontrando i rappresentanti dei due territori "con l'obiettivo di costituire un consorzio interprovinciale e mettere insieme le progettualità" spiega.
Nel frattempo i Comuni che voglio uscire dall'ente dovranno aspettare la modifica dello statuto a cui si lavorerà dopo la modifica della norma nazionale sui consorzi, ovvero l'articolo 98 del Dpr 4 ottobre 1986, numero 902, che al secondo comma stabilisce "Ognuno degli enti uniti in un Consorzio può ottenere di cessare dal farne parte purché intervenga il consenso di tutti gli altri enti consorziati".
"Ho scritto una lettera ai parlamentari polesani - fa sapere il presidente - perché si interessino a modificare la norma".
Il ruolo del Consorzio come ente coordinatore dello sviluppo del Polesine in vista dell'abolizione della Provincia è una faccenda tutta da chiarire ma possibile: "Ho i miei dubbi sulla chiusura della Provincia ma stante la norma - commenta il presidente - è possibile, dato che non avrebbe senso creare un altro ente per fare quello che già fa il Consvipo, strumento scelto direttamente dai comuni".
Qualcuno in aula a palazzo Celio, ipotizzava che lo sviluppo del Polesine potrebbe essere svolto dalla Camera di commercio. "Inammissibile - secondo Zanellato - che si affidi la programmazione del Polesine ai privati". E conclude: "Il Consvipo va ristrutturato e riorganizzato ma le sue funzioni non vanno abbandonate bensì rafforzate".
Elisa Barion

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