
Il termine del 14 gennaio per rassegnare le dimissioni da presidente del consiglio Paolo Avezzù è stato superato. La sera del 18 gennaio la maggioranza del consiglio comunale si riunisce per discutere la posizione di Avezzù, i tre Lega per Rovigo fanno sapere che non parteciperanno. I toni della scorsa settimana che facevano presupporre un avvicendamento alla presidenza del consiglio oggi si sono abbassati (leggi articolo)
Rovigo - Il giorno della verità sta arrivando. Mercoledì 18 gennaio la maggioranza consiliare si riunirà per discutere il caso “Paolo Avezzù”, ma il Pdl negli ultimi giorni sembra quasi aver perso mordente nel pretendere che le promesse vengano mantenute.
Ormai da tempo si parla delle dimissioni del presidente del consiglio che sarebbero state promesse lo scorso ottobre quando, in occasione del voto di sfiducia proposto dalla minoranza, che sembrava avere tutti i numeri per farcela, all'ultimo momento il Pdl strappò ad Avezzù le dimissioni per il 14 gennaio. In cambio la maggioranza respinse compatta la sfiducia del presidente del consiglio per rinviare il tutto al momento opportuno (leggi articolo).
I panni sporchi si lavano in casa propria, cita il detto. Mercoledì sera quindi l’incontro dovrebbe essere chiarificatorio per tutta la maggioranza, quello che decreterà i modi ed i tempi per la sostituzione annunciata Avezzù-Bellinazzi.
“Abbiamo apprezzato la volontà di Paolo Avezzù nel fare un passo indietro per il bene del partito e dell’amministrazione - afferma il consigliere Giuseppe Scaramozzino, coordinatore comunale del Pdl - questi gesti dovrebbero essere presi da esempio da parte di tutti”. I toni però nel giro di una settimana (leggi articolo) si sono nettamente abbassati tanto da far sembrare la cosa non più imminente. “La maggioranza - ha spiegato Scaramozzino - qualora si dovesse decidere per un cambio di presidenza del consiglio lo dovrà fare in maniera indolore”.
Alla riunione non parteciperanno i tre dissidenti della Lega Nord che continuano la loro protesta nei confronti della maggioranza (leggi articolo), le richieste fatte da Simone Bedendo, Alessandro Zanforlini D’Isanto e Michele Martinello al sindaco Bruno Piva non hanno trovato risposte ed i tre di Lega per Rovigo non hanno intenzione di aiutare il Pdl a risolvere i propri problemi.
Bruno Piva sa che dal giorno dell'elezione sta "percorrendo un terreno minato". "Preferisco - precisa - concentrarmi sui problemi veri della città e lasciare ai partiti i propri grattacapi”, anche se la posta in gioco è alta e se qualcosa andasse storto c'è sempre la possibilità che la giunta cada.
I colpi di scena, sempre che ci sia l'accordo per farli accadere, non avverranno durante il consiglio comunale di giovedì 19 gennaio, essendo una seduta straordinaria del consiglio comunale per la relazione del presidente dell’Iras Albertino Stocco, bensì sarebbero rinviati al consiglio fissato per fine mese.
Per richiedere la mozione di sfiducia del presidente del consiglio che non si ritiene più rappresentativo serve la firma di un terzo dei consiglieri, quindi undici, almeno il giorno prima del consiglio.

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