
La giunta Barbujani di Adria voleva cambiare nome alla zona di Val d'Inferno a Bottrighe. Le proteste dei cittadini hanno fatto ritirare la delibera ed il Nuovo polo accusa l'amministrazione di fare scelte dettate da strategie poco chiare. Stefania Tescaroli, Giovanni Lucianò (Udc) e Daniele Ceccarello (Fli), inoltre, criticano l'assessore leghista Fabio Panetto per l'intervento contro il governo Monti alla messa di Natale di Cavanella Po
Adria (Ro) – Ennesima marcia indietro, secondo il Nuovo Polo, della giunta Barbujani, che ha ritirato la delibera che avrebbe portato a cambiare il nome alla zona di Val D'Inferno, via storica del paese.
La scelta non era stata condivisa dalla popolazione, che ha criticato la decisione della giunta tanto da permettere il dietrofront.
“La zona di Val D'Inferno deve mantenere le caratteristiche naturali e le peculiarità storiche che l'hanno caratterizzata sin dal 1700, nel territorio di Bottrighe – commenta il capogruppo del Nuovo Polo Stefania Tescaroli, affiancata da Giovanni Lucianò (Udc) e Daniele Ceccarello (Fli) –. Non sono nemmeno chiare le motivazioni che hanno portato la giunta ad adottare la delibera di modifica della via, né quella successiva di revoca”.
La colpa viene identificata nella mancanza di una programmazione del territorio, preoccupante, secondo i tre: “Le continue affermazioni, seguite subito dopo da una smentita”.
E non viene trascurata la critica all'assessore della Lega Nord, Fabio Panetto, per il suo, oramai, famoso discorso natalizio, durante la messa a Cavanella Po, che ha attacato il governo Monti, esaltando il ruolo del proprio partito che siede tra i banchi dell'opposizione (leggi articolo).
“Saremo curiosi di conoscere quali sono le proposte serie della Lega – continuano -, in particolare dell'assessore Panetto e dei consiglieri, visto che non abbiamo mai avuto il piacere di conoscere il loro pensiero e programmi in questi otto mesi di amministrazione. L'assessore Panetto farebbe meglio a pensare bene prima di agire; ci dispiacerebbe molto alzarci un mattino e trovare il Canalbianco tombinato, anche perché difficilmente poi si potrebbe fare retromarcia, visto che non si tratta di revocare una delibera”.
L'invito alla maggioranza, ora, è quello di concentrare le forze, invece di fare comizi nelle chiese, verso maggiori azioni concrete “e non di cambiare improvvisamente nome alle vie – concludono-, Panetto dovrebbe, insieme ai suoi colleghi di partito ed insieme alla maggioranza, essere un po' più propositivo, visto che sino ad oggi non si è fatto altro che portare avanti proposte e progetti già cantierati”.
Nicola Cappello

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