
Intorno ai cantieri navali Visentini lavoravano oltre venti aziende per un indotto di 600 posti di lavoro. La mancanza di commesse ha determinato la crisi che ha messo in ginocchio l'intero settore. I 55 dipendenti dei cantieri navali Visentini sono in cassa integrazione, altre ditte hanno chiuso. E' il caso di Pro Navy e Cim che hanno licenziato i propri lavoratori. La Fiom Cgil chiede un consiglio comunale aperto a Porto Viro per fare il punto della situazione
Rovigo - I Cantieri navali Visentini di Porto Viro sono in ginocchio. Una delle più grandi realtà cantieristiche private italiane che, a pieno regime, occupava 600 lavoratori, si sta spegnendo sotto i colpi della crisi e della mancanza di commesse.
A lanciare l'allarme è la Fiom Cgil, mercoledì 18 gennaio, per voce del proprio segretario provinciale Paolo Zanini. "La situazione è un disastro e nessuno solleva l'attenzione o prende delle iniziative".
La realtà cantieristica bassopolesana è piuttosto complessa: la crisi dei cantieri navali Visentini, che conta 55 dipendenti attualmente in cassa integrazione straordinaria fino al prossimo 4 settembre, ha determinato il tracollo delle aziende che lavoravano per loro conto, per un indotto di circa 600 persone.
Dall'impiantistica, alla carpenteria alla verniciatura, i settori coinvolti nella realizzazione delle navi sono diversi. E sono stati frenati dalla mancanza di commesse. "Alcune aziende hanno chiuso - chiarisce Zanini-, altre hanno hanno messo in cassa integrazione i propri dipendenti".
Mercoledì 18 gennaio in Provincia di Rovigo si è svolto un incontro tra i rappresentanti delle aziende Pro Navy e Cim (che contano in totale 69 dipendenti) dove hanno fatto sapere che non hanno risorse per la cassa integrazione e la mobilità, a quanto riferisce Zanini: "Sono stati licenziati".
La Fiom non ha la forza di organizzare delle iniziative di mobilitazione di tutti i lavoratori, dato che il sistema è molto frazionato.
Perciò Zanini si appella ai parlamentari polesani, ai comuni del bassopolesine e alla Provincia. "Un consiglio comunale aperto a Porto Viro potrebbe essere il modo per fare il punto della situazione e decidere quali iniziative intraprendere per i lavoratori e le loro famiglie. I parlamentari possono interessarsi agli interventi in generale sulla cantieristica, la rottamazione della flotta ed il rafforzamento delle rotte". "Insomma - conclude Zanini - si cominci a fare qualcosa".
Elisa Barion

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